Transizione 1985
nirsi del potere da usare, magicamente, nel modo migliore, ma nel senso molto più ampio di quale forma di potere e di organizzazione politica possa effettivamente favorire lo sviluppo del socialismo. Oggi è diffusamente riconosciuto che la componente specificamente politica della teoria socialista è sempre stata alquanto inadeguata. Tenendo presente che la società socialista dipende largamente dalla profondità e dalla precisione della comprensione politica, questa è una debolezza disarmante. Anche qui le occasioni di parziali espe rimenti istituzionali e le opportunità relativamente incondizionate di riflessione e di analisi politica offerte dalle democrazie capitali stiche assicurano condizioni meno tristi e meno rischiose per co minciare a correggere questa carenza. Inoltre, l ’ impossibilità di realizzare una significativa avanzata socialista senza assicurarsi il sostegno attivo e convinto di una larga parte della popolazione è un fatto rassicurante più che una cosa di cui lamentarsi. Il fine di una società socialista è quello di esprimere nella struttura e nel tessuto delle relazioni sociali i giudizi e i sentimenti di una data popolazione umana a proposito di come queste relazioni sociali dovrebbero essere. Dove la grande maggioranza della popo lazione in questione accetta chiaramente la legittimità di una pro prietà privata senza restrizioni, la finalità socialista non è soltanto politicamente preclusa in pratica, essa è irrealizzabile (da un punto di vista socialista) anche in linea di principio. Come Stalin ha mostrato in modo memorabile, è possibile introdurre l ’ economia senza proprietà privata contro l ’ esplicito desiderio della maggioran za della popolazione. Ma il proposito di instaurare una società socialista non può essere attuato se non sulla base dei giudizi e dei sentimenti dei cittadini. La loro riluttanza e la loro sfiducia devono, in qualsiasi momento, essere prese semplicemente come date. Que sta riluttanza può e, ex ipotesi, dovrebbe essere messa in discussio ne, ma non può essere calpestata dall ’ esercizio del potere. (Difficil mente un ’ intera popolazione potrebbe a rigore decidere dall ’ oggi al domani e in modo del tutto volontario, di passare dal capitalismo al socialismo. Ma se l ’ espropriazione è graduale e legale, anziché essere rapida e violenta, e se la società progredisce gradualmente per la maggior parte dei cittadini per quasi tutto il periodo di transizione, vi sono maggiori possibilità, attraverso una persuasione morale, di attenuare il trauma della perdita). La speranza socialista che la cultura possa finalmente dominare le strutture e che i valori umani possano dirigere l ’ organizzazione della produzione, ha il suo corrispettivo politico nella speranza che
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