Transizione 1985

di istituzioni reazionarie), quando ad esempio chiama «mistificazio ne idealistica» il rovesciamento di soggetto e predicato, quando parla di «idealistico ipostatizzare i concetti», di «idealistico dilatarsi delle astrazioni in essenze autonome», quando ricorda la celebre ed esemplare critica marxiana della idealistica costruzione speculativa e mistificatrice del «frutto» contenuta nella Sacra famiglia n . Ben lontano dal sostenere una perfetta continuità tra il metodo di Hegel e quello di Marx e dall ’ equiparare le loro rispettive dialettiche, Lukàcs afferma: «già gli scritti del ’ 43 indicano in maniera assai chiara che il materialismo dialettico è tutt ’ altro che sintesi eclettica di dialettica hegeliana e materialismo feuerbachiano, e che invece il capovolgimento, il “ porre sui piedi ” la filosofia hegeliana che “ stava sulla testa ” , ha qualitativamente e fondamen talmente modificato la dialettica in quanto tale. Fin dall ’ inizio non si tratta, nella genesi del marxismo, di cancellare semplicemente la mistificazione dello “ Spirito del mondo ” e altri concetti della filo sofia hegeliana, e di conservarne però il metodo, combinandolo tutt ’ al più ecletticamente con un fondamento scientifico-naturale o con analisi economiche e sociologiche: deve essere invece sviluppato un metodo fondamentalmente nuovo e opposto alla dialettica hege liana. Agli inizi del ’ 43 questo metodo non è in alcun modo presente: in quel momento è stato solamente compiuto il primo, anche se evidentemente decisivo, passo per la sua creazione» 12 . «In tal modo il giovane Marx si è incamminato lungo una via che conduce alla forma sviluppata di una dialettica nuova, quella mate rialistica, nella quale non solo è liquidato l ’ idealismo hegeliano, ma anche le singole categorie essenziali della Logica di Hegel, come quella del superamento delle contraddizioni, subiscono, nel loro capovolgimento materialistico, una fondamentale, qualitativa riela borazione» 13 . Infine, riportiamo un passo molto interessante e senz ’ altro curioso in quanto vi troviamo un ’ osservazione che, come è noto, era già stata avanzata da Galvano della Volpe; dice Lukàcs: «la critica di Marx, che ha una portata ben superiore alla sua occasione immediata, contiene i princìpi fondamentali di un genera le e onnilaterale superamento di ogni forma di idealismo dei concet ti: giacché quel separare e quello scambiare di soggetto e predicato; quell ’ ipostatizzare determinazioni predicative in sostanze che pre suntamente esistono per sé, non sono propri solo dell ’ idealismo nella versione hegeliana. Lo si ritrova in altra forma anche in Platone, e cioè nell ’ ipostatizzazione delFe/Joj in un luogo trascen dente al di là della realtà, come pure, in forma ancora diversa, cioè

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