Transizione 1985

in un ’ accezione soggettivistica, in Kant, per il quale le categorie del mondo reale (causalità, molteplicità ecc.) staccate dalla materia di cui sono le determinazioni più generali, compaiono come “ puri concetti dell ’ intelletto ” » 14 . Il contenuto di questa serie di passi spiega ampiamente il motivo e la necessità di aver dovuto riportare in modo esteso tante citazioni. Queste affermazioni costituiscono una vera e propria novità nell ’ ambito della produzione più nota di Lukàcs, e non si può non rilevare che questo suo saggio è stato del tutto ignorato, taciuto o comunque non tenuto nella dovuta considerazione negli studi critici sull ’ autore ungherese. Troppe volte leggiamo giudizi che si fondano su una affatto illegittima identificazione di Lukàcs con il Lukàcs di Storia e coscienza di classe o che operano una semplicistica riduzione, e quindi deformazione, del pensiero lukac- siano circa il rapporto tra Hegel e Marx. La sua posizione al riguardo è ben più complessa, non è statica ma si evolve. Basta tenere sotto gli occhi ciò che egli dice in questo suo libro per rendersi chiaramente conto che non è certo possibile liquidare Lukàcs con il comodo ma non esatto cliché secondo cui egli soster rebbe la piena dissociabilità ed estraneità relativa tra metodo e sistema in Hegel e la sostanziale identità tra la dialettica hegeliana e quella marxiana. Questa è invero la sua posizione al tempo di Storia e coscienza di classe, ma non lo è affatto ora, in questo scritto del 1954. Non a caso, dunque, questo testo ha avuto la sorte di essere stato circondato dal silenzio, dall ’ incomprensione, da una non at tenta e non «disinteressata» lettura (se pur c ’ è stata). Abbiamo visto qual ’ era in Storia e coscienza di classe il pensiero di Lukàcs circa il rapporto Hegel-Marx. Come sappiamo, in questa opera l ’ autore si proponeva di riportare alla luce e di rivalutare, al di là dei fraintendimenti, delle deviazioni e delle dimenticanze del marxismo della Seconda Internazionale, la dialettica come «nervo vitale», cioè come principio rivoluzionario del metodo di Marx. L ’ attualità e la fondatezza dell ’ intento di Lukàcs sono dimostrate dal tormentato sfondo storico da cui esso scaturiva: di fronte alla crisi connessa alla prima guerra mondiale, la politica della Seconda Internazionale aveva reso evidente il proprio fallimento; l ’ esperien za della Repubblica ungherese dei Consigli, a cui Lukàcs aveva attivamente partecipato, veniva sconfitta, e cadevano anche le spe ranze circa un epilogo rivoluzionario in Germania e nei maggiori paesi occidentali. Ma di contro a questo quadro di sconfitte e di regressi si stagliavano, come motivo di incitamento ed esempio

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