Transizione 1985
illuminante, la svolta dell ’ Ottobre, Lenin, la realtà dell ’ Unione Sovietica, indispensabili punti di riferimento per comprendere non solo il passaggio di Lukàcs al comuniSmo («da una classe alla classe che è ad essa specificamente nemica» 15 ), ma anche l ’ intera sua vicenda di marxista. In questa contingenza storica s ’ inseriva la sua ricerca volta a recuperare il metodo marxiano unito alla sua compo nente essenziale, ossia quella dialettica. È evidente che tale ricerca non aveva (egli stesso lo dichiara ’ 6 ) e non poteva avere, considerate le circostanze, carattere filologico, scientifico-sistematico, nel senso che non intendeva analizzare dettagliatamente il rapporto Hegel- Marx e fare di ciò l ’ oggetto e lo scopo del suo libro. Giustamente, dato il momento storico, e da uomo che non vuol astrarsi dalle vicende politiche e sociali ma che vuol intervenire in esse, la sua preoccupazione non poteva naturalmente essere quella di misurare alla luce di un ’ accurata indagine testuale il grado di maggiore o minore affinità tra le dialettiche hegeliana e marxiana. In linea generale Lukàcs ritiene che tra le due dialettiche esista una so stanziale continuità e si accontenta di tale approssimazione (senza inoltrarsi ad indagare, ad esempio, quante e quali categorie della logica di Hegel permangono nella dialettica marxiana 17 ) per andare oltre ed affrontare le questioni di maggiore urgenza che più lo interessano. In altre parole, ciò che gli premeva era recuperare quella preziosa eredità (più o meno intatta) hegeliana che riteneva essere il metodo dialettico di Marx, ristabilirlo quale autentico principio rivoluzionario e combattere in tal modo le nefaste tenden ze e deviazioni revisionistiche. Opporsi a coloro che trattavano Hegel come un «cane morto» significava per Lukàcs opporsi al riformismo, all ’ opportunismo socialdemocratico, al contemplativi- smo, al fatalismo, al determinismo, insomma a tutte quelle imposta zioni di pensiero che in ogni caso sviliscono la prassi e la visione strategica del soggetto rivoluzionario 18 . Gran parte della letteratura critica, considerando II giovane Hegel di Lukàcs, mantiene su due punti in particolare le stesse valutazioni che aveva nei confronti di Storia e coscienza di classe: nuovamente Lukàcs separerebbe in Hegel il metodo dal sistema (se non addirittura una parte esoterica da una essoterica) e stabilirebbe un rapporto di identità fra la dialettica hegeliana e quella di Marx. Bedeschi, ad esempio, sostiene: «Opposizione fra metodo e sistema, dunque, fra dialettica e idealismo, fra «esoterico» ed «essoterico»: questi sono gli strumenti dei quali Lukàcs si serve nella sua inter pretazione di Hegel»; «per Lukàcs [...] la dialettica di Hegel
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