Transizione 1985
progredire nella misura in cui ciò fosse imposto dalla scoperta di nuovi dati. Ma poiché al centro del periodo storico in cui si svolgeva questa mia attività si trovava la lotta per l ’ esistenza del l ’ unico stato socialista e quindi del socialismo stesso, io subordinavo ovviamente ogni mia presa di posizione, anche riguardo alla mia propria opera, alle necessità del momento. Questo tuttavia non significò mai una capitolazione davanti a tutte quelle tendenze ideologiche che si sono formate, propagate e infine dissolte nel corso di questa lotta. Nello stesso tempo non dubitavo che non soltanto un ’ opposizione era allora fisicamente impossibile, ma che essa avrebbe molto facilmente potuto divenire un aiuto intellettuale e morale per il nemico mortale, per l ’ annientatore di ogni civiltà. [...] È noto, per esempio, come durante la guerra fosse deciso di dichiarare Hegel ideologo della reazione feudale contro la rivolu zione francese; perciò io non potei allora naturalmente pubblicare il mio libro sul giovane Hegel. Si può certamente vincere la guerra, pensavo, anche senza ricorrere a simili sciocchezze senza basi scien tifiche ma, una volta che la propaganda antihitleriana è andata a occuparsi proprio di questo, è più importante per il momento vincere la guerra che questionare sulla giusta concezione di He gel» 43 . E più avanti, parlando della «parola d ’ ordine [lanciata da Stalin] di estirpare fin dalle radici il trotskismo», così si esprime: «Compresi fin dal principio che ne sarebbe seguita nient ’ altro che la condanna in massa di persone per la maggior parte del tutto inno centi. E se oggi mi si domandasse perché io non presi pubblicamen te posizione contraria, non metterei in primo piano neanche questa volta l ’ impossibilità fisica (vivevo nell ’ Unione Sovietica come emi grato politico) ma quella morale: l ’ Unione Sovietica si trovava nell ’ imminenza della lotta decisiva contro il fascismo. Un comunista convinto poteva dire soltanto: “ right or wrong, my party ” . Qua lunque cosa faccia in tale situazione il partito guidato da Stalin — pensavo con molti altri compagni — bisogna restare incondiziona tamente solidali con esso in questa lotta, porre questa solidarietà al di sopra di tutto» 44 . Subordinare tutta la propria attività agli interessi superiori della classe operaia, della prassi rivoluzionaria, del socialismo: questo è l ’ insegnamento che si ricava da queste bellissime pagine, questa è la lezione oggi più attuale che l ’ intellettuale comunista Lukàcs ci ha lasciato.
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