Transizione 1985

Note

1. G. Lukacs, La mia via al marxismo, in Marxismo e politica culturale, Torino, Einaudi, 1977, pp. 11, 15. 2. G. Lukacs, Postscriptum a La mia via al marxismo, in op. cit., p. 16. 3. G. Lukacs, Il giovane Marx, trad. it. di A. Bolaffi, Roma, Editori Riuniti, 1978. 4. K. Marx, Differenza tra la filosofia naturale di Democrito e di Epicuro, cit. in G. Lukacs, Il giovane Marx, cit., p. 30. 5. G. Lukacs, Il giovane Marx, cit., pp. 28-29. 6. G. Lukacs, Introduzione a Storia e coscienza di classe, Milano, SugarCo Edizioni, 1974, pp. XLVIII-L. 7. G. Lukacs, Il giovane Marx, cit., p. 54.

8. Ivi, p. 58. 9. Ivi, p. 59. 10. Ivi, pp. 62-63. 11. Iw, pp. 61-65 (corsivi nostri). 12. Ivi, pp. 65-66 (alcuni corsivi nostri). 13. Iw, pp. 72-73 (corsivi nostri). 14. Ivi, p. 63.

15. G. Lukacs, Prefazione a Storia e coscienza di classe, cit., p. IX. «Solo con la rivoluzione russa si è aperta anche per me, nella realtà stessa, una prospettiva per il futuro [...]. Benché la nostra conoscenza dei fatti e dei princìpi fosse allora molto limitata e poco sicura, noi vedemmo tuttavia che — finalmente! — si era aperta per l ’ umanità una via che conduceva al di là della guerra e del capitalismo» (p. X). 16. Cfr. Introduzione a Storia e coscienza di classe, cit., pp. XLV, XLVIII-XLIX. 17. Cfr. ivi, p. XLIX. 18. Nella Prefazione del 1967 a Storia e coscienza di classe, Lukacs ricorda: «già Bernstein pretendeva anzitutto di espungere dal marxismo, sub titulo di «scientifici tà», tutto ciò che ricordava la dialettica hegeliana. [...] Per un ritorno rivoluziona rio al marxismo era dunque un dovere ovvio quello di rinnovare le tradizioni hege liane del marxismo» (op. cit., pp. XXI-XXII). 19. G. Bedeschi, Introduzione a Lukacs, Bari, Laterza, 1976, pp. 59, 53 (nello stesso modo l ’ autore si esprime anche in altre occasioni). Abbiamo posto in evidenza queste affermazioni di Bedeschi non perché — l ’ abbiamo appena accennato — egli sia il solo o uno dei pochi a farle proprie (al contrario, esiste una folta schiera di esponenti che sostengono tali posizioni e di cui non è ovviamente possibile, e neanche costruttivo, fare una sia pur breve rassegna) ma soltanto per il motivo molto pratico della chiarezza e concisione con le quali esse sono espresse. 20. G. Lukacs, Il giovane Hegel e i problemi della società capitalistica, Torino, Einaudi, 1975, pp. 769-770 (corsivo nostro). 21. Ivi, p. 766. 22. Ivi, pp. 552-553 (corsivi nostri). 23. Ivi, p. 750 (corsivi nostri). 24. Cfr. ad esempio, ivi, le pp. 547-550, 765, 766. 25. Ivi, p. 768. 26. Questa «grandiosa concezione della dialettica della società umana è precisamente una dialettica idealistica, con tutti gli errori, i limiti e le deformazioni che l ’ idealismo necessariamente importa nella concezione della dialettica» (ivi, p. 22). 27. Iw, p. 778. 28. Ivi, p. 782. Sarà inoltre utile e persino opportuno ricordare a coloro che voglio no scavare un fossato tra le posizioni di Marx e di Lukacs nei riguardi della dialetti ca hegeliana le chiare parole marxiane: «Ho criticato il lato mistificatore della dialettica hegeliana quasi trent ’ anni fa, quando era ancora la moda del giorno. [...] La mistificazione alla quale soggiace la dialettica nelle mani di Hegel non toglie in nessun modo che egli sia stato il primo ad esporre ampiamente e consapevolmente 104

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