Transizione 1985
vari». Infine, negata un ’ innata «incompatibilità organica tra tutti questi gruppi sociali, così numerosi e così vari, e il Partito comuni sta», Togliatti dedicò il resto del suo discorso a confutare l ’ afferma zione degli avversari politici che «il contrasto e l ’ incompatibilità (fra Pei e ceti intermedi) non sarebbero di interessi, ma di idee». Più specificamente, solidarietà, progresso sociale e emancipazione dal lavoro caratterizzerebbero l ’ adesione di braccianti e operai al Pei, mentre libertà e sviluppo autonomo della persona umana sa rebbero le esigenze di fondo dei ceti intermedi che il Pei non sarebbe in grado di soddisfare (né, forse, lo vorrebbe fare). Vi sono nell ’ impostazione togliattiana del problema delle al leanze sociali e nella prospettazione della strategia che il Pei avreb be da allora seguito, forti elementi di modernità unitamente ad alcuni elementi storicamente datati. La distinzione fra interessi ed idee costituisce uno degli elementi di modernità. Togliatti la piega a suo favore negando ai conservatori la possibilità di con cepire il Pei come un partito che intenda subordinare (o sof focare) la libertà e lo sviluppo autonomo della persona umana. All ’ interno di questa affermazione, però, Togliatti rivela la sua maggiore preoccupazione per una strategia di alleanze politiche piuttosto che sociali, vale a dire per la creazione di un fronte socialmente alquanto composito purché politicamente unito dal ri pudio del fascismo e della reazione in qualsiasi forma essi si ripre sentino. Ma il fronte antifascista, anche qualora potesse venire egemonizzato dal Pei, si dissolverebbe di fronte non alle contraddi- zioni, ma alle semplici differenziazioni di interessi (che, a dire il vero, forse polemicamente o strumentalmente, Togliatti non appro fondisce). Il secondo fondamentale elemento di modernità dell ’ imposta zione togliattiana è costituito dal suo riconoscimento esplicito della necessità di idee-forza a fornire il cemento di alleanze sociali fra gruppi compositi: la ricostruzione economica e un nuovo ruolo dello Stato. Le alleanze sociali, quindi, si definirebbero intorno ad un accordo sulle modalità della ricostruzione economica e sul rico noscimento della «necessità che lo Stato intervenga per dirigere tutta l ’ opera della ricostruzione, per coordinare le iniziative private e indirizzarle, legandole organicamente le une alle altre a seconda delle necessità nazionali». In questo ambito, però, appare anche una sottovalutazione (che è l ’ elemento storicamente datato) delle poten zialità espansive del pur gracile capitalismo italiano e quindi una visione della struttura di classe che colloca nelle posizioni interme 120
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