Transizione 1985

meritato significativi processi di differenziazione interna. La mobili tazione sindacale oscura queste differenziazioni, finché dura, ma al prezzo di un consistente deflusso di energie di tecnici e quadri, i nuovi ceti medi di cui Togliatti non poteva avere cognizione, con interessi e idee se non contrastanti con quelle dei tradizionali salariati, sicuramente diverse e da conciliare con la proposizione di nuovi obiettivi (e/o valori). I movimenti collettivi producono entusiasmo e partecipazione intorno a tematiche non economiche, ma non per questo meno dotate di potenzialità divaricanti. La nuova strategia delle alleanze sociali sembra passare o attraverso la capacità di elaborazione della CGIL (le posizioni espresse da Lama all ’ Assemblea dell ’ EUR) oppure attraverso accordi che chiamino in causa lo Stato. In effetti, il successo che la classica strategia delle alleanze sociali del Pei a livello locale aveva fatto registrare era dovuto non solo e non tanto alle capacità organizzative del partito, non solo e non tanto alla correttezza della strategia stessa e alla flessibilità della sua applicazione, ma al peculiare, originale rapporto che si era stabilito a livello locale tra il partito, le organizzazioni sociali e le amministrazioni locali. Che alla fine degli anni Settanta, sulla scia della politologia internazionale, si scoprisse il modello neo-corpora tivo e si parlasse di scambio politico (con scandalo di molti dirigenti comunisti) non poteva che suonare davvero ironico a chi avesse studiato le esperienze delle amministrazioni locali rosse, o le avesse praticate concretamente! Certo, Togliatti non poteva prevedere che, oltre al radicamento del partito, al successo della strategia delle alleanze sociali avrebbe ro dato un contributo significativo — forse, a giudicare dalle diffi coltà ancora presenti e apparentemente insormontabili in quelle zo ne del paese dove il Pei non riesce a caratterizzarsi quale partito di governo, decisivo — proprio le articolazioni dello Stato che vanno sotto il nome di amministrazioni locali. Questo, però, è uno degli e- lementi nuovi di una situazione ancora una volta in movimento di cui bisogna tenere conto. L ’ altro, importantissimo elemento è costi tuito dalla diversificazione delle figure sociali, prodottasi a ritmo ac celerato nell ’ ultimo decennio e accompagnata dalla consapevolezza di questa diversificazione, dalla coscienza per sé (e per di più con temporanea al declino organizzativo, numerico, di influenza politico sociale delle tradizionali organizzazioni della classe operaia). Infine, l ’ elemento emergente è rappresentato dalle rigidità sociali che le vecchie organizzazioni di rappresentanza di interessi difendono e 123

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