Transizione 1985

sentata dalla capacità di procedere abilmente ad una sommatoria di interessi quanto piuttosto dalla capacità di aggregare interessi in torno ad un programma, selezionarli, e ridefinirli sulla base di obiettivi e valori condivisi. Torna qui il ruolo delle idee che, in una società nella quale i mezzi di comunicazione di massa hanno assunto un ruolo preponderante, possono plasmare alcuni gruppi più ancora degli interessi. Ma torna qui anche la critica ai nuovi errori del riformismo: non sapere e non volere scegliere. Non più il particola rismo ma l ’ olismo, quale malattia non certo incurabile del rifor mismo contemporaneo (i socialisti francesi docent.). Allora, il passaggio decisivo alla costruzione di nuove alleanze sociali, chiave di volta della politica dell ’ alternativa democratica intesa non solo come coalizione che porta al governo il Pei, ma che è in grado di governare efficacemente per trasformare (e non solo per difendere e proteggere) si gioca sull ’ individuazione di quelle regole e di quei valori che consentano la ridefinizione degli interes si, la loro combinazione, la loro selezione in un intenso processo di conflitto e collaborazione nel quale l ’ autonomia dei gruppi trova limiti negli interessi collettivi, le professionalità vengono inquadra te in ambiti specificamente responsabilizzati, lo sviluppo viene tem perato dall ’ equità. È questa la sfida che Togliatti avrebbe accettato e che, comunque, il nuovo partito nuovo deve accettare. Note Testo preparato per il convegno dell ’ istituto Gramsci «Democrazia e socialismo nell ’ opera di Togliatti», Roma, 11-12 gennaio 1985. 1. Tutte le citazioni provengono dal discorso di Togliatti pubblicato a cura del Centro Diffusione Stampa del P.C.I., Ceto medio e Emilia rossa, Roma, Stabilimen to Tipografico SESISA, s.d., rispettivamente p. 10, p. 11, p. 13, pp. 35-36. 2. Mi riferisco al saggio La strategia delle alleanze del PCI e la questione dei ceti medi, in D.L.M. Blackmer e S. Tarrow (a cura di), Il comuniSmo in Italia e Francia, Milano, Etas Libri, 1976, specificamente p. 259.

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