Transizione 1985
zione Reagan, nonostante il carisma dello stesso presidente. Vi si giunse in fase recessiva e con la disoccupazione che, nei mesi precedenti le elezioni, toccava i livelli più alti dall ’ inizio degli anni Quaranta. Se di recente parecchi esponenti del partito repubblicano hanno preso le distanze da una politica economica della Casa Bianca giudicata troppo rischiosa, è perché guardano alle prossime tornate elettorali. E la precarietà della «maggioranza repubblicana», dunque, si intravede di fronte all ’ ipotesi di future difficoltà dell ’ economia. In questo caso, in effetti, la vecchia e la nuova destra non appaiono poi così compatibili. La protesta di certi settori del pubblico contro l ’ intrusione dello stato nei rapporti razziali o nella gestione dell ’ e ducazione di base non significa necessariamente opposizione di quegli stessi settori alla sua intrusione anche nella vita economica. Quelle regioni e ceti da cui è venuta la mobilitazione conservatrice usufruiscono in misura molto alta dell ’ aiuto dello stato federale (sussidi per l ’ agricoltura, facilitazioni fiscali per la piccola impresa, quote protezionistiche e sussidi per l ’ industria ad alta componente di lavoro, etc.). Una riorganizzazione dell ’ economia concepita a Wall Street di fronte ad una recessione economica è contraria tanto al protezionismo quanto ai sussidi che gravano sul bilancio federa le. E, del resto, già oggi sono questi alcuni dei temi del dissenso che esiste in politica economica fra Congresso e presidenza. Dal punto di vista politologico un problema centrale delle elezioni negli Stati Uniti è quello della mobilitazione, del coinvol gimento e partecipazione di determinati gruppi e, all ’ opposto, della astensione di altri. Misura e motivazione della partecipazione di un determinato gruppo al processo elettorale possono variare da un ’ e lezione all ’ altra. La partecipazione media alle presidenziali, nella fase successiva al Viet Nam, è stata di poco superiore al 50% delle persone in età di voto. Alle primarie spesso partecipa meno di un 10%. Di fronte al problema della mobilitazione e coinvolgimento, le riforme introdotte dal partito democratico, se hanno teso a rappre sentare più direttamente l ’ evolversi degli interessi politici del pub blico, non hanno tuttavia prodotto i frutti sperati — secondo alcuni studiosi avrebbero addirittura accelerato la crisi del partito. In generale, va osservato, i gruppi sociali su cui principalmente si appoggia il partito democratico — quelli che costituiscono il terzo inferiore nella scala del reddito — recentemente sono risultati 137
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