Transizione 1986
LE AUTORITÀ AMMINISTRATIVE INDIPENDENTI
Jacques Chevallier
L ’ istituzione delle «autorità amministrative indipendenti» è — insieme alla riforma per il decentramento territoriale alla quale l ’ unisce una fondamentale unità d ’ ispirazione — uno degli aspetti più interessanti e significativi dell ’ evoluzione deH ’ amministrazione francese negli ultimi anni. Ricalcando le caratteristiche essenziali del modello burocratico sistematizzate da M. Weber, l ’ amministra zione francese era stata in realtà costruita secondo uno schema unitario. Tale unità non impedisce certo la presenza di strutture pluralistiche e diversificate al fine di assicurare una presa concreta dell ’ amministrazione sulla società; semplicemente, essa implica che le strutture amministrative sono legate fra di loro in un insieme ordinato e coerente, una macchina i cui ingranaggi sono stretta- mente solidali l ’ un l ’ altro e sottoposti ad un medesimo impulso. Questa unità è in concreto assicurata da due legami di tipo organi co: la gerarchia, che prende la forma di rapporti di subordinazione diretta, e la tutela, che sottopone i singoli organismi al controllo dello Stato Orbene, all ’ interno dell ’ universo amministrativo, sono emerse di recente strutture collocate al di fuori della gerarchia, che sfug gono ad ogni potere di ispezione e di controllo e dispongono di una libertà d ’ azione garantita dalla legge. L ’ apparizione di queste strut ture ha messo in questione le basi stesse dell ’ edificio amministrati vo, e, più in generale, quelle dello Stato. L ’ avvicinamento e l ’ integrazione di queste diverse ipotesi per mezzo della definizione di una nuova categoria giuridica, quella appunto di «autorità amministrative indipendenti», è un fatto assai recente. L ’ espressione stessa è stata utilizzata per la prima volta dal legislatore nella legge su “ Informatica e libertà ” del 6 gennaio 1978. Il fatto non è casuale. A quell ’ epoca era stato infatti aperto 5
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