Transizione 1986
LE INTERPRETAZIONI DELLA COSTITUZIONE FRANCESE DOPO LE ELEZIONI DEL 16 MARZO 1986
Francois Luchaire
1. Le due letture della Costituzione Contrariamente ad una opinione troppo diffusa, la Costituzione francese del 1958 non fu opera esclusiva del Generale De Gaulle e di colui che, devoto alla sua persona, fu il suo Primo Ministro — Michel Debré. Posso giustificare di persona questa affermazione perché all ’ epoca facevo parte del comitato di esperti che, sulla base delle istruzioni del Governo, ha redatto i testi costituzionali. Il Governo era composto, per la grande maggioranza, da uomi ni politici della Quarta Repubblica; alcuni avevano iniziato la loro carriera politica o ministeriale sotto la Terza Repubblica; in parti colare, tre vecchi Presidenti del Consiglio partecipavano al Gover no De Gaulle (Antoine Pinay, Guy Mollet, Pierre Pflimlin) e ave vano quindi particolarmente sofferto della instabilità governativa. Gli uni e gli altri avevano il medesimo obiettivo — restaurare l ’ au torità dello Stato — ma divergevano circa i mezzi da adottare per realizzarlo. De Gaulle intendeva fare del Presidente della Repubblica il fondamento del potere; secondo lui la vita politica doveva prende re la forma di un dialogo permanente fra il Capo dello Stato e il popolo francese; un dialogo che doveva esprimersi attraverso il referendum, e, dopo la riforma costituzionale del 1962, attraverso l ’ elezione del Presidente della Repubblica tramite suffragio univer sale diretto. Al contrario, gli uomini della Quarta Repubblica con cepivano la vita politica come un dialogo fra il Governo e il Parla mento; la nuova Costituzione doveva dunque dare al primo i mezzi giuridici che gli permettessero di non essere continuamente messo in crisi dal secondo. 27
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