Transizione 1986

CRISI DI IDENTITÀ E APOCALISSE ATOMICA

Mihaly Vajda

1. Doomsday and Deterrence è un libro importante: fa parte infatti di quelle pochissime pubblicazioni che s ’ interrogano a fondo sulla vera natura del movimento antinucleare. L ’ opinione più diffu sa è quella che questo movimento sia qualcosa del tutto naturale, una ovvia conseguenza della follia nucleare (senza distinguo fra una superpotenza e l ’ altra) o più semplicemente un ’ agenzia dei russi, un movimento comunista camuffato e magari neanche tanto. Queste opinioni non sono condivise da Fehér e Heller che invece sanno benissimo che il movimento antinucleare europeo non può essere certamente compreso a partire da questa interpretazione politica poiché «... thè antinuclear syndrome should be understood from its social context, and not thè other way round». Per capire perché il movimento si è sviluppato proprio in que sti ultimi anni, occorre quindi interrogarsi su tale contesto sociale, dato che qualunque serio osservatore della nostra storia recente può e deve riconoscere (ed è appunto questa la ferma convinzione degli autori del libro) che «... we are not a step nearer to a global nuclear war than we ha ve been for decades». Quest ’ opera è significativa anche per il fatto che gli autori, che non sono acritici sostenitori del sistema sociale occidentale, del modo di vivere o della politica americani, sono profondamente convinti che il movimento antinucleare europeo, il cui obiettivo è un ’ Europa militarmente neutrale e non allineata, sia un ’ espressione del disfattismo occidentale (Western self-defeatism) e che pertanto non faccia che favorire gli obiettivi strategici dei russi. Tuttavia, ciò che forse più conta è che gli autori considerano la realizzazione di questa Europa non allineata e militarmente neutra le non tanto un sogno della sinistra quanto una possibilità fin 39

Made with FlippingBook Online newsletter creator