Transizione 1986

paesi. E l ’ opinione pubblica europeo-occidentale sarebbe, nella nuova situazione, ancora più ostile che negli anni passati nei con fronti delle aspirazioni libertarie dei popoli dell ’ Europa centro-o rientale. Le probabilità di un tale sviluppo sarebbero ancora maggiori nell ’ ipotesi di una nuova politica della dirigenza sovietica che si concentrasse più sull ’ Europa che sull ’ America. E i segni di una tale svolta sono lanciati sempre più di frequente dalla “ nuova guardia ” . La mia tesi, secondo cui tale sviluppo non sarebbe accettabile e forse neanche auspicabile per la Russia ma costituirebbe pur sempre una soluzione ottimale, non significa che io abbia abban donato le mie idee sulla natura espansionistica della civiltà russa. L ’ impero deve conservare la propria spinta espansionistica: l ’ unica legittimazione del potere in questo immenso paese sono le vittorie del nazionalismo russo la cui forza è alimentata dai successi politici esterni. L ’ alternativa sarebbe lo smantellamento dell ’ impero e la costruzione di uno stato nazionale e razionale in senso europeo — una alternativa che praticamente non esiste. L ’ espansionismo ri mane perché non ha alternative; non per questo però la sua forma deve necessariamente rimanere immutata. Se fino ad oggi l ’ Unione Sovietica ha concretato le proprie tendenze espansionistiche soltan to e sempre sotto forma d ’ occupazione militare, ciò si spiega sol tanto con il fatto che essa non poteva tutelare in altra forma i propri interessi di grande potenza. Questo paese è per sua natura necessariamente espansionistico, come dimostrato da C. Castoria- dis, ma non è detto che questo suo espansionismo debba necessa riamente esprimersi in forma aggressiva. Nel momento in cui l'Eu ropa occidentale si mostrasse propensa a servire volontariamente gli interessi russi, quasi sicuramente VUnione Sovietica non la vorrebbe occupare. E proprio il libro di Heller e Fehér ha brillan temente dimostrato che il movimento antinucleare , che esprime il disfattismo dell ’ Europa occidentale, è pericoloso proprio perché consente Vaffermarsi degli interessi russi senza una guerra euro pea! Nessuna delle superpotenze inizierebbe una guerra in Europa perché ciò significherebbe una terza guerra mondiale (con tutte le conseguenze nefaste per l ’ umanità). Ma se la NATO venisse prati camente sciolta e se l ’ America si ritirasse in America, ecco allora che i russi avrebbero raggiunto i propri obiettivi senza correre rischi! In questo caso essi potrebbero utilizzare le proprie forze, oggi impiegate in Europa, altrove (basti pensare alla Cina), sfrut 46

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