Transizione 1986
ziario avanzato nei tessuti della città, la mobilità considerata un fattore strategico, i valori ambientali intesi come sistema e non come pure destinazioni, le qualità morfologiche usate per caratte rizzare l ’ immagine urbana. Diventa sterile a questo punto ogni tentativo di esasperare le necessarie diversità che i piani della Rassegna presentano; e anche approfondire la critica per indivi duare difetti e pregi degli uni e degli altri. Saranno piani più o meno riusciti, ma nascono tutti dalla tradizione regionale dell ’ ur banistica riformista e partono dalle sue radicate conquiste per af frontare le nuove problematiche della trasformazione e tentarne i nuovi obiettivi. Scrissi una volta che in Emilia-Romagna la nuova urbanistica degli anni ’ 60 e ’ 70 nasceva direttamente dalla politica dei comuni e conquistava sul campo i galloni culturali. Oggi credo si possa dire che, ancora una volta, negli anni ’ 80, con i piani riformisti della terza generazione i comuni propongono un nuovo indirizzo culturale. È sperabile che gli intellettuali e i tecnici abbiano consa pevolezza di ciò e che i livelli politici regionali e nazionali sappiano scorgere le novità positive e sostenerne la diffusione.
Politica ed Economia, n. 7-8, 1986
Artoni, Cecchini, Crescita economica e Banca d'Italia / Gabrielli, Patriarca e Razzano, Due proposte sui Fondi pensione / Peggio, Chi salta Sull'Alfa in corsa / Semenza, Occupazione all'Alfa, l'o pinione dei lavoratori / Bolaffi, La nube e il cittadino / Me Gahey, GZz Usa dalla finestra di quattro economisti / Ginebri e Pennacchi, Imprese pubbliche uguale inefficienza? / Portelli, A- vanti popolo ... a ritmo di rock. Interventi di Pugliese, Terzi Bellotti e Feltrin, L'associazionismo rosso in una zona bianca / Fodella, Gli utili del Giappone spa / Carboni, Cittadinanza socia le e classi: Marshall contro Marx. 66
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