Transizione 1987

ne. L ’ esistenza o meno di un reticolo legislativo « adatto » alle problematiche emergenti, in tema di tecnologie della riproduzione, è in grado di condizionare pesantemente le caratteristiche e le possibilità di intervento delle strutture dei C.E.O. E non verrà sottolineata mai abbastanza la qualità, che ci sembra saggiamente imprescindibile, della capacità adattiva di qualunque nuovo inter vento legislativo in materia. Ma i C.E.O. si differenziano anche sulla base della materia sulla quale intendono intervenire: essi sono chiamati ad esprimere pare ri su una quantità di questioni che attengono ai più differenti ambiti. Tentiamo un breve e non esauriente elenco delle tematiche che potrebbero essere affrontate anche in Italia: — Ingegneria genetica — Sperimentazione di nuovi farmaci — Trapiantologia

— Accanimento terapeutico (eutanasia) — Diagnosi pre-natale e medicina fetale — Fisiopatologia della riproduzione: a) Inseminazione artificiale con donatore b) FIVET e GIFT con donatore c) disponibilità degli embrioni residui d) donazioni di ovocita, di embrioni e) ectogenesi /) pre-determinazione del sesso g) impiego degli embrioni nella ricerca.

Poiché allo stato attuale in Italia non sono state prese decisioni legislative in materia, se si esclude la circolare Degan che invita a non mettere in essere, nelle strutture pubbliche, FIVET e GIFT eterologhe e ad evitare sprechi di embrioni, il campo di possibile azione è ancora abbastanza indeterminato; questa situazione aperta ha già, pertanto, indotto alcune prese di posizione, in senso au- to-regolamentativo. Il servizio di Fisiopatologia della Riproduzione dell ’ Ospedale S. Orsola di Bologna, per esempio, ha deciso di limitare la sua azione nel modo seguente: — vengono accettate solo coppie stabilmente unite; — si praticano FIVET e GIFT solo omologhe; — vengono reimpiantati tutti gli embrioni ottenuti; 92

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