Transizione 1987

perché gli animali nonumani da un lato e gli oggetti inanimati dall ’ altro non potrebbero godere anch ’ essi di considerazione mora le da parte degli esseri umani. Una obiezione alla tesi dei Routley è che gli umani « margina li » sono comunque membri della specie umana: tutti gli esseri umani, per il solo fatto di esser tali, hanno diritto alla considera zione morale. A questo proposito si può anche concedere che il legame di specie sia un legame vincolante e prioritario da un pun to di vista psichico. Mary Midgley ha scritto ad esempio che « non siamo degli intelletti incorporei, ma degli individui di genere par ticolare, e non tener conto delle nostre particolari qualità e capaci tà sarebbe un ’ arroganza » 10 . A differenza di altre forme di discri minazione, come il razzismo, la preferenza di specie non ha per la Midgley un ’ origine culturale. La sua origine va piuttosto ricercata in una tendenza di natura emotiva, presente in tutti gli animali, ad essere simili a chi li ha allevati e a mostrare una relativa indiffe renza verso le creature di altre specie. Ciò significa che questa naturale preferenza di specie è così forte ed esclusiva da essere assolutamente vincolante e da fare del confine di specie il confine ultimo della morale? Non bisogna di menticare che la tendenza a rappresentarsi le relazioni interspecifi che e quelle tra uomo e ambiente solo come una lotta senza esclu sione di colpi, fa parte anche di un immaginario ideologico che ha insistito unilateralmente nel mettere in evidenza l ’ isolamento degli individui, il diritto di ognuno a perseguire attraverso una competizione spietata il proprio bene, la « giusta » eliminazione infine del più debole. Ma si può ragionevolmente credere che esi sta un ’ unica forma di relazione fra specie diverse e con l ’ ambien te, e che questa sia la competizione e l ’ assoggettamento? È ormai difficile negare che ogni specie animale vive all ’ interno di un eco sistema il cui mantenimento dipende anche da altre specie e che dunque la dipendenza reciproca è una forma di relazione almeno altrettanto importante della competizione. L ’ atteggiamento « scio vinistico » dell ’ uomo come « conquistatore » e « padrone » della natura, indifferente alle conseguenze delle sue azioni sull ’ ambiente, prima che sbagliato, coglie solo un aspetto delle attitudini del l ’ uomo. Esso non tiene conto che accanto alla preferenza per la propria specie, l ’ uomo — come ha scritto ancora la Midgley — « porta con sé una più ampia curiosità, un interesse per il mondo fisico in tutti i suoi aspetti — piante e rocce, stelle, scogli e acqua 99

Made with FlippingBook - Online catalogs