Transizione 1987

il senso della priorità umana rispetto al resto dei viventi. Ben lungi dall ’ essere un attributo metafisico, questa priorità si fonda sul fatto che « solo gli esseri umani possono, e si trovano nella necessità di sviluppare un ’ ecofilosofia » 15 . Interrogarsi sui risvolti morali della crisi ambientale, esprimersi « negli interessi degli altri », « prendersi cura degli altri », è un nostro peculiare ufficio, l ’ ufficio morale, che traduce la nostra abi tudine di agenti morali a dare espressione a un senso di giustizia, ad assumere impegni e responsabilità, a limitare il nostro potere nei confronti di esseri diversi da noi quando non farlo potrebbe danneggiarli. Pertanto, gli appelli a una « etica ambientale » intesa come una moralità totalmente nuova, in grado di ribaltare alla radice gli atteggiamenti dell ’ uomo verso la natura, o di prescrivere come intrinsecamente sbagliato abbattere un albero o inquinare un fiume; « sono una ridicolaggine » 16 . La tesi di Passmore è che i cambiamenti nella « sensibilità », negli « atteggiamenti » e nei « costumi » degli uomini sono ben più importanti (e meno impro babili) dei terremoti nei principi etici. Ove si abbandoni la trita abitudine di ridurre l ’ idea di utilità al ristretto senso economi- co-commerciale, si troveranno molte ragioni utilitaristiche (scienti fiche, estetiche, culturali, ricreative ecc.), per giustificare misure di preservazione dell ’ ambiente senza scomodare nuovi principi mora li. Fra l ’ idea dell ’ uomo come « conquistatore della natura » e l ’ i dea della natura come sacra e inviolabile depositaria di valori, esistono per Passmore soluzioni intermedie da percorrere, come l ’ idea (attinta alla tradizione ebraico-cristiana) dell ’ uomo come « amministratore » responsabile dell ’ ambiente, che si fa carico di una gestione « saggia e razionale » delle « risorse » nell ’ interesse della propria specie e del « perfezionamento » di tutto ciò che è diverso da lui. Questa forma di antropocentrismo moderato, tra l ’ altro, è per Passmore essenziale alla vita della stessa specie uma na, perché se gli uomini dovessero decidere di trattare il mondo nonumano come parte della loro comunità (morale), « si preclude rebbero la possibilità di civilizzarlo e forse anche di agire o addi rittura di sopravvivere » 17 . 4. Le etiche del valore intrinseco degli oggetti naturali muovono dall ’ idea che un ’ etica dell ’ ambiente non può essere confusa con una etica dell ’ z/50 dell ’ ambiente, per cui oggetti e processi naturali hanno valore se e solo se soddisfano bisogni, aspettative o interes 101

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