Transizione 1987
grave difetto morale. Io sto anzitutto provocando sofferenza al cane e l ’ eventuale intervento dello spettatore andrebbe a favore del cane, le cui sofferenze non sono solo un terreno per esercitare le nostre virtù. È con questo e altri argomenti che i sostenitori del valore morale di alcune forme di vita animale cercano di abbattere o forzare le strettoie dello « specismo », una forma di discrimina zione irrazionale paragonabile per Singer, a differenza che per la Midgley, al razzismo e al sessismo. Il loro scopo è di allargare la considerazione morale almeno fino ai limiti del senziente. 5. A questo punto gli « eticisti ambientali » si sono chiesti se non sia possibile compiere un ulteriore passo e allargare l ’ ambito della moralità fino a comprendervi tutte le manifestazioni della vita, inclusi gli organismi che non sono capaci di sentire. Per auto ri come Albert Schweitzer — il grande medico missionario tedesco la cui opera viene oggi profondamente ridiscussa in campo eti co-ambientale — Paul Taylor e Kennet Goodpaster, gli oggetti viventi hanno valore di per sé, anche se non hanno interessi, anche se nessun essere che possiede interessi ha interesse a loro, e anche se un essere che possiede interessi ha interesse a distruggerli. Il fat to che qualcosa è in vita, costituisce per questi interpreti la condizio ne sufficiente perché essa non venga usata ad altro scopo che non sia il suo stesso bene, inteso come il perseguire le finalità iscritte nella sua natura di specie. L ’ etica del « rispetto della vita » (come la denominò lo stesso Schweitzer) si configura come una morale della solidarietà o della « simpatia » estesa ad ogni forma di vita in cui possiamo trovare rassomiglianza con la vita che è in noi. Essa istituisce intorno ad ogni manifestazione della vita una sorta di barriera protettiva che non può essere violata tranne che in casi eccezionali. « Un uomo è veramente morale, scrive Schweitzer, soltanto quando osserva l ’ obbligo impostogli di aiutare ogni vita che può assistere, e quan do si fa scrupolo di uscire dalla sua strada per evitare di danneg giare un essere vivente. Non chiede quanta comprensione meriti questa o quella vita a causa della sua utilità, e neppure chiede di quanta sensibilità sia dotata. Per lui la vita come tale è sacra. Egli non frantuma un cristallo di ghiaccio che brilla al sole, non stacca un fiore, e mentre cammina sta bene attento a non calpestare un insetto » 21 . A differenza dell ’ etica « animalistica » del primato morale della
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