Transizione 1987

capacità di sentire, l ’ etica del « rispetto della vita » sostiene che la vita è un continuum indifferenziato in cui non è possibile tracciare distinzioni tra forme alte e preziose (quelle capaci di sentire) e forme di vita basse e irrilevanti. Dal punto di vista della vita, nulla di ciò che è in vita è moralmente irrilevante. È vero che come esseri umani non potremmo mai vivere in accordo a questo principio. Per quanto ci si astenga dall ’ uccidere e dall ’ offendere, per vivere dobbiamo mangiare, neutralizzare microbi e parassiti, proteggerci dai predatori, e dunque uccidere. Ma a questo proposi to Goodpaster ha distinto tra carattere regolativo e carattere opera tivo dell ’ etica del « rispetto della vita » 22 . Se ci sono chiari limiti al suo carattere operativo, per i motivi appena accennati, ciò non esclude l ’ obbligo regolativo di orientarsi, ceteris paribus, verso pratiche alimentari, conoscitive, mediche e comportamentali di ri spetto della vita in tutte le sue manifestazioni. 6. Dal tronco dell ’ etica del « rispetto della vita » discende l ’ ul timo modello di « etica ambientale » che vogliamo succintamente esaminare e che si pone a mezza strada fra le etiche del valore intrinseco e quelle del valore strumentale degli oggetti naturali: l ’ etica « ecologica » del rispetto della « comunità biotica ». Essa è stata proposta dal naturalista americano Aldo Leopold in un libro uscito postumo nel 1949 col titolo di A Sand County Almanac 23 . Leopold suggerisce un ’ immagine dell ’ etica come di un cerchio che tende progressivamente ad allargarsi. Al primo stadio di quella che Leopold chiama Ethical Sequence sta il rapporto degli uomini con gli altri uomini, che consentono mutuamente di restringere le loro libertà introducendo norme di comportamento ispirate a crite ri cooperativi e di reciproco rispetto. Nel secondo stadio, l ’ etica si allarga dai rapporti interpersonali a quelli fra persone e istituzioni sociali. Nel terzo stadio l ’ etica dovrebbe espandersi a comprendere anche i rapporti fra l ’ uomo e gli esseri nonumani — gli altri animali, ma anche le cose inanimate: acqua, aria, suoli ecc. Dicia mo « dovrebbe » perché questo terzo stadio, denominato da Leo pold « etica della terra » {Land Ethic), non è ancora decollato, per così dire 24 . Gli uomini si stanno ancora comportando con la « ter ra » come Ulisse con le sue schiave, fatte impiccare per il solo sospetto che avessero agito male in sua assenza: cioè come oggetti di proprietà, implicanti privilegi e arbitrii, ma non obblighi da parte del proprietario. Per sviluppare un ’ « etica della terra » bi 104

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