Transizione 1987
certamente» della morte appaiono considerevolmente rilevanti nei confronti dei familiari dei possibili donatori, la cui posizione nelle procedure per i trapianti d ’ organo è resa importante nella vigente normativa per il fatto che il coniuge, i figli od i genitori possono esercitare l ’ opposizione scritta al prelievo di organi dal corpo del congiunto ed impedire così la realizzazione del trapianto. È palese che la decisione di autorizzare il prelievo di organi dal corpo di un familiare assume significato drammatico se in chi decide non è fortemente consolidata la cognizione che il permanere della capaci tà funzionale degli organi non è necessariamente espressione di una capacità vitale dell ’ intero corpo. Questa cognizione è tanto più difficile da acquisire quando gli organi da prelevare sono quelli che la cultura popolare identifica con la vita stessa, come avviene per il cuore. Accresce poi la difficoltà nell ’ acquisire questa convin zione la pratica, che ormai si è generalizzata, di prelevare dallo stesso corpo più organi, tutti ancora funzionalmente efficienti e quindi presumibilmente in grado di mantenere la vita anche nel possibile donatore. Se a ciò si aggiunge che nella nostra cultura il cadavere è ancora oggetto di culto, gli ostacoli alla utilizzazione di un corpo per l ’ espianto di visceri accrescono enormemente e sicu ramente giustificano le gravi difficoltà che si incontrano nell ’ otte- nere dai familiari l ’ autorizzazione al prelievo. Non ha certo giovato a far superare questi ostacoli la diffusione di notizie sui trattamen ti cui sono sottoposti i corpi dei possibili donatori di organi, trat tamenti che possono essere intesi come finalisticamente attuati a beneficio degli eventuali riceventi e potenzialmente dannosi per il donatore. Questo complesso di informazioni, per solito largamente diffuse dai mass media, crea nei familiari un atteggiamento di rigidità rispetto alla concessione della autorizzazione, una incom prensione dei problemi che giustificano i trapianti e, in qualche caso, una resistenza giustificata da ragioni più pedestri, quali quel le di natura economica legate al trasferimento dei donatori nelle strutture idonee alla realizzazione delle tecniche che consentono il mantenimento di condizioni di efficenza funzionale degli organi da prelevare. Problemi di grande rilievo sono quelli che debbono risolvere i possibili riceventi dei visceri da trapiantare, problemi sui quali poco si discute ma che sicuramente sono stati oggetto di appro fondimento. Vorrei anzitutto ricordare che presupposto per l ’ at tuazione di questa terapia è la scelta volontaria e consapevole del
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