Transizione 1987

te, quindi consiste nella individuazione operativa di un complesso segnico. Tale individuazione si continua all ’ interno dell ’ organismo. Si consideri un batterio che sopravviva sul glucosio. La sua capacità di assumere tale molecola, permettendone l ’ entrata selet tiva attraverso la membrana e introducendola nelle catene selettive degli enzimi che la manipolano, altro non è che una lettura del l ’ ambiente. Il batterio seleziona tra moltissime presenze indifferen ti quella per cui è geneticamente predisposto. Lo sfruttamento del l ’ energia liberata dal glucosio è condizionato al preciso riconosci mento del glucosio nell ’ ambiente, e dei vari prodotti della sua demolizione da parte di specifici enzimi all ’ interno. Il glucosio è un « segno » per il batterio. La lettura verso l ’ esterno si continua nella lettura rivolta all ’ interno. L ’ ambiente non è significativo solo all ’ interfacie tra l ’ organismo e quanto sta fuori di lui, ma per la totalità dell ’ organismo stesso, il quale viene ad essere del tutto dipendente dall ’ ambiente in cui vive. Questa « lettura del significato », anche nelle forme che noi pensiamo più elementari, quelle della stretta logica molecolare, si può interpretare come il modulo fondamentale di una semiotica materiale. Essa è alla base della organizzazione biologica (vedi ad esempio Le basi materiali della significazione , 1977, La storia na turale della logica, 1982, La biologia come semiotica naturale, 1985, L'ingegneria genetica tra biologia e filosofia, 1985). In altre parole, leggere l ’ ambiente significa, né più né meno, che vivere. I tipi di lettura sono innumerevoli, come lo sono appunto le specie, ognuna delle quali rappresenta una combinazione singolare di modi di lettura ambientale. Non vi è quindi un « lettore som mo » del mondo, né un lettore dei lettori, ma molti lettori partico lari, alcuni capaci di interpretare una sezione di mondo assoluta- mente stretta, come i batteri, altri capaci di interpretare, mediante una logica più progredita di tipo indiretto e discorsivo, grandissi me aree della realtà, come appunto l ’ uomo: ma la caratteristica fondamentale, propria di tutti i tipi di organizzazione biologica, è la corrispondenza tra un organismo e certi termini ambientali che sono significativi per lui, estremamente diversi da specie a specie. Per ogni organismo, ricostruiamo invariabilmente un complesso organismo-intorno come un dato di fatto unitario caratterizzato da corrispondenze, costituite dall ’ organismo stesso e dai suoi termini ambientali specifici. La singola fisiologia (perciò il durare, il mol tiplicarsi) non è mai fatto intransitivo ma è apertura all ’ esterno: è

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