Transizione 1987
provvisto di tutto l ’ occorrente, l ’ uomo avesse cominciato a parlare. Il linguaggio è costitutivo, e in generale la conoscenza e gli oggetti della comunicazione (gli altri uomini) sono costitutivi, sia in senso specificamente conoscitivo, sia in senso emotivo (istintuale e sen timentale). La specie si è costruita sul linguaggio e attraverso il linguaggio. Quindi la struttura umana è linguistica e proposiziona le in un senso molto profondo, cioè biologico e di specie. È ovvio quindi che la tessitura ambientale sia il correlato dell ’ uomo non meno concretamente di quanto sia l ’ acqua per il pesce, e la fun zione linguistica sia non meno biologica della digestione. Gli equivoci sulla malattia mentale interpretata come fenomeno organico oppure funzionale risiedono nella mancanza di chiarezza su questo punto. In realtà una simile divisione tra organico e funzionale non ha senso. Anche per la funzione di comunicazione linguistica ed emotiva con gli altri si dà una tolleranza nelle oscil lazioni, al di qua della quale c ’ è la fisiologia e al di là la patologia. Trattandosi di una funzione così complessa e indiretta, tali limiti saranno assai ampi, ma è evidente che si tratta della stessa situa zione che si ha quando una temperatura superiore al normale de termina nei tessuti la formazione di un essudato. Il fatto che non vediamo nulla, e che il sistema sia ancora troppo complicato per essere descritto in termini di biologia molecolare, o anche solo di una corretta psichiatria, non cambia i termini del problema. Affermazioni recenti (della malattia mentale come prodotto del la società) hanno svilito un concetto importante, senza cogliere il centro del problema, cioè la malattia mentale, o meglio le diverse malattie mentali, come alterazioni del rapporto dell ’ individuo con la sua rete linguistica (che è anche emotiva) intesa come il suo ambito necessario, senza il quale egli non è un non-uomo (dal momento che la specificità umana è il pensiero-linguaggio, niente altro). Di particolare importanza in tal senso è, oltre la. genetica della competenza linguistica, la sua ontogenesi, cioè l ’ inserzione della competenza del singolo (nell ’ infanzia, ma non solo) nella rete dei linguaggi in uso. Altrove è stato affrontato, con la dovuta analiti- cità, tale tema, ed è stata tentata su questa base una classificazione della patologia mentale, includendo anche nei linguaggi in senso lato le istituzioni, il loro carattere di vincolo ontogenetico, e il doppio volto delle strutture linguistiche, che possono essere con cepite sia come sistema interpretativo che ci fornisce gli strumenti 134
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