Transizione 1988
tenda ancora di essere realizzato, di essere tradotto in fatti con creti. Sia io, sia i miei compagni non possiamo essere d'accordo con l'idea che la nostra politica del 1968, il Programma d'Azione e i suoi alfieri siano in antitesi con le odierne esigenze della ristrut turazione. Negli ambienti ufficiali cecoslovacchi e in quelli dei «cinque» si continua ad avere una posizione negativa rispetto a quanto da me scritto nel 1974 e nell'intervista sopra ricordata. In somma, non siamo in una situazione di «dialogo socialista», né qui, né nei paesi dei «cinque». Hanno spazio e voce soltanto i difensori dell'intervento militare dell'agosto 1968. Continua quella politica che cominciò ad affermarsi come propria di una frazione a seguito dell'intervento militare, contro la volontà del popolo cecoslovac co e della schiacciante maggioranza del Partito Comunista. Oggi è possibile constatare che i sostenitori dell'intervento militare, per seguendo fini personali, ambizioni di potere, intendono su questa base procedere alla ristrutturazione cecoslovacca. Procedendo per questa strada, però non potranno avere il sostegno delle lar ghe masse e neppure dei semplici iscritti al partito. Sicché nean che questa «ristrutturazione» darà quei risultati che da essa è lecito attendersi. Torno a sottolineare: governare è possibile, guidare no! L'idea leniniana del socialismo presuppone creatività, iniziativa civile, entusiasmo. Di tutto questo vi è ben poco nella prassi del socia lismo. .. Il credito che i lavoratori avevano concesso al partito con l'entusiasmo iniziale è andato perso in un processo segnato da tante deformazioni... In verità si potrebbe dire che la «primavera di Praga» non ha alcun bisogno di difensori, si difende da sola, con i suoi docu menti autentici (che però non sono accessibili oggi all'opinione pubblica cecoslovacca), con l'azione di milioni di uomini, testi moni viventi di quel tempo, comunisti e non comunisti, e soprat tutto di giovani di allora, cosa che io ritengo tra i maggiori risultati della «primavera». Oggi, per contro, la propaganda ufficiale si sfor za di vaccinare i giovani, fin dai banchi di scuola, con le falsità e le invenzioni più grossolane sulla politica e sugli uomini del 1968. Cerca di far credere che l'intervento di un esercito di mezzo milione di uomini sia stato compiuto «in difesa del socialismo minacciato da un ritorno controrivoluzionario al capitalismo, dal la separazione della Cecoslovacchia dalla comunità socialista 104
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