Transizione 1988

pubblica democratica cercassero nuove strade per ogni attività dell'uomo. A suo tempo, in difesa della nostra politica di rinascita volevo richiamarmi a Lenin. Me ne sono dissuaso. Tenni in considera zione il fatto che Breznev e la direzione sovietica erano molto reat tivi a un tipo di argomentazione che oltrepassasse i confini del loro modo di pensare. Dovetti rinunciarci (anche se la nuova po litica ispirava nuove argomentazioni), considerando inoltre che il nostro movimento socialista era troppo rinserrato (al tempo di Stalin e di Breznev) nello schema dei «princìpi validi per tutti». Eppure Lenin aveva avvertito {L'estremismo, malattia infantile del comuniSmo') che «in questo senso dobbiamo riconoscere impor tanza anche ad alcuni tratti caratteristici della nostra rivoluzione» (la sottolineatura è mia, A.D.). E lo stesso autore aveva previsto che «sarebbe errato perdere di vista il fatto che dopo la vittoria della rivoluzione proletaria in almeno uno dei paesi avanzati si avrà probabilmente una svolta decisa, nel senso che la Russia di venterebbe ben presto un paese non più modello, ma un paese arretrato (in senso 'sovietico' e socialista)». Non è questa la sede, e neppure vi è il tempo, per dimostraare che noi, dal punto di vista della situazione interna avevamo con dizioni più favorevoli per la politica di rinascita di quanto non ne abbia forse oggi la direzione gorbacèviana. Per quanto riguarda quei fenomeni negativi ai quali bo fatto cenno e che accompagnarono il movimento di rinascita, non pos so non ricordare che molti si devono al fatto che il CC del PCC non aveva sostenitori del nostro nuovo corso in seno alla direzione del PCUS. E questo non soltanto indebolì, ma in alcuni casi rese im possibile adottare misure politiche di maggiore efficacia e più de cise nei confronti delle tendenze estranee e dannose. Al fondo di tutte le nostre riflessioni del 1968 era l'attività del Partito Comunista. Volevamo — e vogliamo — un partito veramente organizzazione politica ed ideale capace di agire nella società in base alle conquiste ed alle esperienze della scienza, nazionale ed internazionale. Esso deve fare sì che nel modo più aperto ed efficace funzionino tutti i rapporti, tutte le relazioni pro prie dell'organismo società, compreso il sistema di controllo e della raccolta di tutte le esperienze. Ci si deve augurare, semplice- mente, che ogni futuro Partito Comunista rinnovato non sia il gen darme della società, che sia invece al servizio della stessa. Un 107

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