Transizione 1988
sentare un programma capace di conquistare le masse a favore dei cambiamenti sociali, democratici, umanitari, a favore del pro gresso rivoluzionario. Per l'occasione vorrei ricordare di nuovo che non mi considero inserito in alcun movimento di dissidenti, molti dei quali del resto conosco bene perché per anni hanno lavorato per il paese, per il socialismo. Non pochi, molti di loro furono perseguitati per l'atti vità svolta contro il fascismo, a favore del socialismo, furono messi in carcere e alcuni vennero anche condannati a morte e riuscirono a scamparla. La tragedia del loro «destino», la continuazione della politica della violenza sulla coscienza dell'uomo, ha condotto parecchi di loro nel mondo della «dissidenza», a dedicarsi alla di fesa dei diritti umani. Anche questa è una conseguenza delle cause che ben riflette il passato e l'oggi della condizione politica della nostra società. Sono stato e resto un comunista convinto, influenzato dai rivo luzionari che ci hanno preceduto. Sono un partigiano di un socia lismo nel quale la democrazia della gente e per la gente ha diritto di cittadinanza. Socialismo e democrazia sono termini insepara bili. Il primo senza il secondo non è socialismo nel vero senso del termine. Soltanto la coniugazione dei due termini in un unico in sieme, in un solo concetto, dà il contenuto vero al socialismo. Saluto i partecipanti alla conferenza, i comunisti, i socialisti ita liani, il popolo italiano tutto e in particolare gli appartenenti alle giovani generazioni. Bratislava, aprile 1988. traduzione dallo slovacco di Luciano Antonetti.
Ili
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