Transizione 1988

di rispettare la parità e l'autonomia dei partiti fratelli, in particolare di quelli degli Stati aderenti al Patto di Varsavia? Né Gorbacèv, né alcun altro dirigente sovietico fedele alla perestrojka accetterà di presentarsi al giudizio dei suoi pari come il liquidatore dell'impero sovietico, lo smantellatore dell'unità dell'URSS, l'affossatore del si stema di sicurezza fondato sull'equilibrio in Europa. A questo e- quilibrio in Europa è legato pertanto forse tutto il processo di li beralizzazione dei rapporti fra l'URSS e i suoi alleati, fra il gruppo dirigente russo del PCUS e le nazionalità periferiche. Finché gli equilibri asimmetrici fra Est e Ovest continueranno a riposare su una forte presenza sovietica in Europa orientale, nes suna dichiarazione verbale sarà sufficiente a fornire la prova con creta che le truppe sovietiche stanziate nei vari paesi dell'Europa orientale o ai confini occidentali della Russia, — truppe in eccesso ai fini di assicurare un equilibrio organico fra Est e Ovest, — non potranno essere, se l'occasione lo richiedesse, impiegate per se dare rivolte in Ungheria, come nel 1956; in Polonia, come si è sem pre temuto nell'ottobre polacco del 1956, nel 1970 o negli anni Ottanta; in Cecoslovacchia, come nel 1968; od anche in altre parti dell'impero, come i movimenti di truppe hanno fatto temere in più occasioni negli ultimi quarant'anni. La causa della distensione e del disarmo in Europa, a comin ciare dal disarmo convenzionale e dalla presenza di forti contin genti sovietici in Europa, sempre pronti a muoversi, sia pure a soli finii di «strategia indiretta», è dunque fortemente condizionante per il conseguimento dell'effettiva autonomia dall'unione Sovie tica delle varie democrazie popolari. Ciascuna di esse dovrà ben inteso fare i conti col proprio passato, con gruppi dirigenti ancora legati a questo passato. Ma anche da noi dipende non solo di esprimere la nostra simpatia per il ritorno a forme più democra tiche in tutte le nazioni dell'Europa orientale ma anche di dare il nostro contributo affinché pace e libertà tornino di nuovo a carat terizzare la vita in Europa: in quella «casa comune» alla quale a- spira anche Gorbacèv: dove pace e libertà debbono necessa riamente andare di pari passo.

Note

1. Cfr. Hélène Carrère d'Encausse, -L'URSS après Brejnev: quelques hypothèses», su

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