Transizione 1988

GORBACÈV, LA «DOTTRINA BREZNEV», E L ’ EUROPA ORIENTALE **

Paolo Calzini *

L'Unione Sovietica ricopre il rango di superpotenza grazie alla posizione di preminenza occupata insieme agli Stati Uniti al ver tice del sistema gerarchico internazionale. La connotazione mar xista-leninista del regime, strettamente integrata a quella nazio- nalstatuale, accentua la determinazione sovietica a far valere le prorogative inerenti a questo status. Gorbacèv nominato segreta rio generale nel marzo del 1985 ha posto al centro del nuovo corso riformatore l ’ obiettivo del rafforzamento delle basi economiche e politiche non meno che militari della potenza sovietica. Perseve rare nella linea percorsa da Breznev, caratterizzata da inefficenza e inconsistenza, avrebbe comportato un ’ ultriore aggravamento della difficile situazione interna e internazionale dell'unione So vietica. «Non vi è alternativa possibile a questa politica» afferma il segretario generale riferendosi all'azione intrapresa in un celebre discorso programmatico «perché solo un corso innovatore può as sicurare il rafforzamento delle posizioni del paese nell'arena intenazionale, e permettergli di entrare nel nuovo millennio come una florida e grande potenza» 1 . Sull'esempio dei suoi predecessori Gorbacèv si fa interprete della radicata convinzione sovietica che all'Unione Sovietica debba spettare una posizione tale da assicu rargli piena sicurezza. Una sicurezza adeguata a garantirgli condi zioni certe di prestigio, benessere, potenza, da realizzarsi me diante una politica di cooperazione non meno che di compe ­ * Dell'Università Statale di Milano. **Una versionepiù estesa di questo articolo è apparsa sul numero 5/88 della rivista «Il Mulino».

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