Transizione 1988
e studiosi. Gorbacèv, dobbiamo ricordarlo una volta di più, porta avanti una politica riformatrice diretta a porre su nuove basi i rap porti reciproci, proprio al fine di assicurare meglio le proprie po sizioni di egemonia; sconfessione autorevole della «dottrina Brez nev» non c'è stata. Anzi riferendosi all'intervento del 1968 a Praga, in occasione della quale venne data sistemazione teorica ai prin cìpi della dottrina, il segretario generale ha, se pure indirettamen te, giustificato l'intervento. Intervistato in proposito nel maggio scorso dall'autorevole IntemationalHerald Tribune, ha così pre cisato il suo pensiero: «Non vi è circostanza che renda accettabile un intervento fondato sulla forza. Ma bisogna ricordare la situa zione di allora: prima dei fatti a cui lei si riferisce (l'intervento sovietico - N.B.) si era registrata un altro tipo di interferenza» 17 . Le posizioni espresse riconfermano dunque le tesi sulle responsa bilità delle forze anticomuniste interne e occidentali nel determi nare la reazione sovietica. Se poi tali prese di posizione compor tino anche per il futuro un inevitabile impiego in caso di emer genza dell'Armata Rossa e delle forze del Patto di Varsavia non è dato sapere; molto dipenderà come nel passato dalle circostanze che caratterizzeranno lo svolgimento degli avvenimenti. La prova irrefutabile delle intenzioni dell'unione Sovietica, per quanto ri guarda l'Europa orientale, potrà essere data solo dall'atteggia mento tenuto nel caso di una crisi che metta seriamente in peri colo la sua egemonia regionale. * * * Le prospettive che si aprono all'Europa orientale, nelle sue a- spirazioni all'autonomia nazionale e al pluralismo politico-eco nomico, restano per ora condizionate dalla reticenza sovietica. Ad influire su di esse saranno, oltre all'evoluzione dell'atteggiamento dei paesi europeo-orientali e dell'occidente, le posizioni adottate in conclusione dall'unione Sovietica. Per quanto concerne que- st'ultima, solo l'impegno risoluto all'approfondimento dell'attuale processo di riforma dei rapporti regionali potrà dar vita a una sod disfacente soluzione. In rapporto a ciò dovrà consolidarsi a Mosca una percezione radicalmente nuova delle proprie esigenze di si curezza, tale da assicurare un apprezzamento più disteso delle responsabilità sovietiche nella regione. Gorbacèv si è espresso in proposito in termini incoraggianti. «L'occasione storica per il fu turo dell'Europa — ha affermato — si fonda sulla cooperazione pacifica fra gli Stati del continente. È importante progredire dalla 147
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