Transizione 1988

mento della «primavera di Praga», al quale ha contribuito anche l'atteggiamento molto cauto della direzione cecoslovacca in po litica estera. Per non creare ulteriori problemi con la direzione so vietica, la direzione del PCC si è imposta una riserva nel campo della politica internazionale: nel Programma d'Azione del PCC, approvato dal CC nell'aprile 1968, il capitolo sulla politica inter nazionale è l'unico che non porta alcuna novità o riforma. Anzi, come capo del Dipartimento internazionale del PCC venne allora nominato Josef Lenàrt, che era primo-ministro sotto la direzione di Novotny e che apparteneva piuttosto all'ala conservatrice del PCC e per questo non aveva nessun interesse a prendere iniziative per cercare la solidarietà con il «Nuovo Corso» e alleati tra i partiti comunisti e socialisti dell'occidente. Così si può anche spiegare come, allorché nel mese di luglio 1968 il Partito Comunista Fran cese (PCF) propose una conferenza dei partiti comunisti europei per discutere le differenze tra la direzione cecoslovacca e quella sovietica, non solo Mosca, ma anche Praga rifiutasse questa ini ziativa, dando ragione a Breznev, secondo il quale si trattava «di un affare interno al campo socialista».. Tra i partiti comunisti occidentali, proprio il PCI ha colto l'im portanza del «Nuovo Corso» per tutto il movimento e ha dato un appoggio importante alla direzione di Dubcek con la visita del suo segretario generale Luigi Longo a Praga. Anche il Partito Socialista Italiano ha salutato il rinnovamento in Cecoslovacchia, mentre il Partito Social-Democratico tedesco (SPD) esprimeva le sue sim patie, ma nello stesso tempo si dimostra preoccupato per le conse guenze che un tale sviluppo potesse avere nelle sue relazioni con l'URSS, con il quale stava avviando {'Ostpolitik. Altri partiti comu nisti occidentali seguivano le trasformazioni della Cecoslovacchia con una certa riserva, mentre la maggioranza dei partiti comunisti del «Terzo Mondo» si schierava dalla parte della direzione sovie tica. Questa situazione muta con l'intervento militare del Patto di Varsavia (a cui non partecipano però la Romania e la stessa Ceco slovacchia, ambedue membri del Patto) nella notte del 20 agosto 1968. L'Internazionale Socialista condanna duramente l'invasione della Cecoslovacchia come «espressione dell'imperialismo sovie tico». I partiti socialisti e social-democratici dell'Europa occiden tale seguirono questa linea. La maggioranza dei partiti comunisti dell'Europa occidentale condanna — con varie sfumature — l'in 157

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