Transizione 1988

tentativo di strappare singoli Stati di questa regione al Patto di Varsavia. Gli interessi di sicurezza che l'Unione Sovietica detiene in Europa orientale devono essere considerati legittimi e devono essere rispettati come tali. Questa valutazione troverà consenso anche in Occidente nella misura in cui a Mosca si tradurranno in pratica quei concetti di sicurezza comune, di stabilità con venzionale al livello più basso, di incapacità strutturale d'attacco assunti dalla Sinistra europea occidentale. Contemporaneamente, la Sinistra dovrebbe sottolineare chiaramente nei confronti della direzione sovietica — e dovrebbe incoraggiare tendenze simili a Mosca — che la lealtà degli europei orientali nei confronti di una politica di sicurezza da un lato, e una tolleranza stabile e perfino un incoraggiamento a processi riformatori interni dall'altro, non si escludono, ma probabilmente si condizionano reciprocamente. Fondamentalmente, si tratta di un ritorno al concetto di Stalin se condo il quale il problema della sicurezza è collegato al problema del sistema sociale. Per la socialdemocrazia internazionale, le cui sezioni in Europa orientale furono annientate dallo stalinismo tra il 1946 e il 1948, potrebbe anche porsi il problema, in prospettiva, di una sua rifondazione in questa regione. 6. La Sinistra europea occidentale dovrebbe considerare l'offerta orientale per la costruzione di una «casa comune europea» come una chance per rendere dinamici processi riformatori in Europa orientale e dovrebbe rispondere con ulteriori idee basandosi sugli atti conclusivi della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, che è una carta storica per la pace in Europa sia al suo interno, sia verso l'esterno. Bisognerebbe quindi legare ad alcune regole precise la competizione fra sistemi diversi e organizzarla in modo tale da rafforzare la volontà di riforma esistente in Europa orientale. Nel documento elaborato dal Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) e dal Partito Socialista Unitario Tedesco (SED) sulla «competizione delle ideologie e sicurezza comune» si dice: «La discussione aperta sulla concorrenza dei sistemi, i suoi successi e insuccessi, vantaggi e svantaggi deve essere possibile all'interno di ogni sistema. La competizione reale presuppone che questa discussione venga incrementata e mostri risultati pratici». Questa relazione non rispecchia sicuramente la descrizione della situazione in Europa orientale e neppure nella Repubblica Demo cratica Tedesca, come rilevano le ultime misure repressive nei 194

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