Transizione 1989
tarie», come invece talvolta si crede. Infatti, si può osservare che anche gli interventi non-procreativi hanno sollevato questioni «empiriche» del tutto analoghe a quelle ora in discussione nel caso della FA. Esempio tipico è quello della contraccezione, che oggi in genere non suscita gravi difficoltà psico-sociologiche, tanto da essere usata da un gran numero di coppie. Tuttavia, non va dimenticato che solamente pochi decenni fa molti affermavano che la sua diffusione costituiva un gravissimo pericolo sociale dal mo mento che avrebbe portato all ’ estinzione dei popoli; e d ’ altro canto si osservava che le eccitazioni genitali infeconde costituivano un serio (e talvolta irriparabile) danno psicologico, in quanto causa di molte nevrastenie 3 . Pertanto, a meno di sostenere una sorta di immutabilità della natura umana sul piano psico-sociologico, si deve riconoscere che le questioni «empiriche» sono contingenti alle diverse circostanze storiche e per questo non sono «priori tarie»: più che sapere quali sono le reazioni contingenti e variabili che gli individui hanno sul piano psico-sociologico in materia ri produttiva è importante sapere quali sono i principi normativi in base ai quali guidare le contingenti reazioni psicologiche, cioè è importante sapere quel che è giusto fare, al fine di conformare a tale criterio le corrispondenti reazioni psicologiche. In secondo luogo, è importante collocare la FA nel genus delle NTR perché in questo modo diventa subito chiaro che essa non è un intervento «terapeutico» (in senso tradizionale), e quindi il problema «prioritario» che essa solleva non è neanche un pro blema di tipo «medico» (sempre in senso tradizionale). Siamo ben consapevoli del fatto che tale affermazione solleva complesse que stioni che, per ragioni di spazio, non possono essere affrontate in questa sede 4 . Tuttavia poiché alcuni partono proprio dal presup posto (dato per scontato) che la FA sia un intervento «terapeu tico» del tutto analogo ad altri interventi medici, è indispensabile almeno accennare alla questione. In proposito ci limitiamo ad osservare che almeno uno dei vari fraintendimenti generati da tale impostazione diventa chiaro ove si consideri il seguente argomento: l ’ affermazione della « terapeuticità» della FA, presuppone che la sterilità sia una «malattia» (come le altre), idea questa che, a sua volta, implica che la fertilità sia lo stato di «salute»; ma se la fertilità fosse lo stato di salute, allora l ’ intervento contraccettivo sarebbe gravemente lesivo della salute e, in quanto nocivo, non sarebbe affatto un intervento «medico» o «terapeutico»; ma 231
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