Transizione 1989

avviare, come governo regionale, momenti di dibattito e di con fronto, innanzitutto nel Consiglio regionale, che possano misurarsi ed essere strettamente ancorati anche alla realtà del nostro terri torio: la realtà appunto delle coppie che a centinaia sono in liste di attesa nei diversi centri, quelle che stanno facendo o hanno già fatto tale esperienza, i cittadini che non ne sono personalmente investiti, gli operatori dei servizi. In questo senso riteniamo di poter dare contributi che speriamo possano essere significativi così come riteniamo di poter acquisire ulteriori elementi anche per possibili raccomandazioni in materia, per quanto ovviamente di nostra competenza. È certo che appare sempre più urgente la necessità di disporre di una legislazione scenario o di griglie generali in grado di fare con urgenza il punto su alcuni problemi emergenti che si riferi scono, ad esempio, alle garanzie di tipo sanitario (e sappiamo che alcuni aspetti vanno meglio esplorati), al controllo su possibili «mercati» assurdi e incivili, ad alcuni limiti non valicabili circa il contributo di terzi per la realizzazione di progetti genitoriali, alle competenze degli istituti depositari di gameti e embrioni, alla verifica delle professionalità di chi è impegnato a intende impe gnarsi su tale terreno. Ed occorrerà inoltre anche superare quella indebita differenzia zione tra servizio sanitario pubblico e servizio sanitario privato prevista dalla circolare Degan circa gli ambiti di intervento di ciascuno (il servizio pubblico, come noto, a differenza del privato, può solo effettuare interventi di fecondazione omologa fra coppie regolarmente coniugate) che rischia di identificarsi sempre più come una grande ipocrisia sociale. Mi sia consentito, prima di concludere, segnalare ancora due cose sul piano delle nostre politiche regionali: a) Gli obiettivi programmatici di tipo socio-sanitario cui ho accennato, si inscrivono, a loro volta in una progettualità più ampia che ha identificato come primo obiettivo strategico, nel programma triennale «Salute dell ’ infanzia», il controllo delle malattie congenite ed ereditarie in fase pre e post concezionale declinando un modello organizzativo che prevede una rete diffusa e differenziata di inter venti con punti di altissimo grado di specializzazione; b) La Giunta regionale ha predisposto nello scorso anno un progetto di legge «Politiche a sostegno delle scelte di procreazione 308

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