Transizione 1989

mi preme però sottolineare quelli che ci sembrano gli aspetti più qualificanti che al di là della quantificazione di dati per così dire «oggettivi», vogliono tentare di leggere i comportamenti, esplorare scelte, strategie e percorsi decisionali, coglierne il senso, valutare e cercare di capire come si pone e si definisce la differenza di genere rispetto a desideri, decisioni, problematicità, autorealizza zione. E ancora ci sembra qualificante il cercare i molteplici e diffe renziati punti di vista, le riflessioni, i giudizi in ordine alle impli cazioni psicologiche, sociali ed etiche della fecondazione artificiale da parte di una pluralità di soggetti. Ci riferiamo in concreto agli operatori sociosanitari coinvolti e non, alle coppie sterili che non intendono fare ricorso a tale intervento, alle coppie con figli che non vivono tale problematica, a testimoni privilegiati che possano rappresentare livelli elaborati di riflessione soprattutto per quanto attiene la molteplicità delle inferenze conseguenti alla tipologia delle diverse tecniche. L ’ impianto metodologico ipotizzato cercherà di coinvolgere fin dall ’ inizio come «interlocutori attivi» non solo i servizi e gli operatori impegnati su tale terreno e più complessivamente su quello della procreazione, ma anche quanti a diverso titolo, cul turale, scientifico e sociale, possano dare un contributo di idee e di suggerimenti. L ’ intendimento sotteso alle scelte di cui ho parlato, è quello di dare alcuni segnali visibili che abbiano il senso della globalità, che si rapportino col nuovo in modo prudente ma anche coraggioso. Da una parte abbiamo voluto tenere strettamente insieme il pro blema della sterilità con quello della fecondazione artificiale privi legiando innanzitutto la prevenzione e la cura della sterilità e, dall ’ altra, abbiamo inteso assumere visibilmente, per quanto di competenza oggi delle strutture pubbliche, il nodo della feconda zione artificiale, senza ipocrisie, senza misconoscerne la complessità, ma nella consapevolezza anche, che livelli per così dire «socialmente semplici» di fecondazione assistita hanno «diritto» ad essere as sunti nell ’ ambito di una programmazione sociosanitaria a tutela e a sostegno delle decisioni di procreazione. Infine, ma contemporaneamente, cerchiamo di voler conoscere, esplorare e capire sempre più in profondità in quanto intendiamo 307

Made with FlippingBook Online newsletter creator