Transizione 1989
TECNOLOGIE DELLA RIPRODUZIONE E DIAGNOSTICA PRENATALE: DUE TEMI NUOVI PER IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO
Ferruccio Melloni
Il mio approccio all ’ argomento non può che essere tra il politico e il giuridico, in coerenza con le funzioni svolte di Presidente di un Comitato di gestione di USL ed al fine di portare nella discussione un punto di vista complementare al giro d ’ orizzonte che essa prevede e richiede. Si tratta a mio parere di verificare preliminarmente se questi nuovi terreni d ’ interventi che il progresso scientifico propone — Tecnologie della riproduzione e diagnostica prenatale — stan no nei compiti o nelle facoltà del Servizio Sanitario nazionale, se si tratti di una scelta politico-culturale possibile o di un atto do vuto conseguente a previsioni di leggi nazionali o regionali. Una lettura non ideologica della L. 22.5.1978, n. 194 «Norme per la tutela sociale della maternità e sull ’ interruzione volontaria della gravidanza» risolve a mio parere il problema già dall ’ art. 1, quello cioè che dovrebbe indicare gli obiettivi generali di ogni legge. Non può sfuggire a nessuno infatti come in esso si parli di diritto alla procreazione cosciente e responsabile, di interruzione della gravidanza non come mezzo di controllo delle nascite: la ratio della legge aveva già messo nel conto quindi progressi scientifici nei settori della tecnologia della riproduzione e della diagnostica prenatale in grado di riempire di contenuti e azioni concrete queste affermazioni; contenuti ed azioni che divengono quindi compiti istituzionali del Servizio Sanitario pubblico. Conseguentemente a ciò, il disegno di legge regionale in materia di «Politiche di sostegno alle scelte di procreazione» nel testo dell ’ art. 1 licenziato dalla Commissione Sicurezza Sociale riconosce 311
Made with FlippingBook Online newsletter creator