Transizione 1989
sciplinare e formato anche da membri non medici (filosofi, psicologi, membri del clero, ecc.). Garantire la presenza di «laici» (cioè non addetti ai lavori) è indispensabile, perché un requisito assolutamente irrinunciabile è che i problemi etici vengano valutati non solo dal punto di vista degli esperti (ai quali, comunque, spetta il compito fondamentale di garantire la prima condizione etica, e cioè la scientificità degli atti medici), ma anche e soprattutto in base al comune senso morale.
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