Transizione 1989
SULLA GENESI DEI COMITATI ETICI
Maurizio Fallarli
Sono ormai molti anni che si è andata consolidando l ’ esigenza di verificare i rapporti che si sono stabiliti tra il progresso delle Scienze e le condizioni di vita della Comunità, costituita dal com plesso della popolazione e dell ’ ambiente in cui questa vive ed opera. È constatazione quotidiana che il progresso scientifico è capace di incidere anche negativamente, attraverso i mutamenti introdotti nella stessa concezione del vivere sociale, sulle attività umane, sulle tecnologie lavorative, sull ’ ambiente animato e inanimato che cir conda l ’ uomo, sulle sue condizioni di vita e sulla salvaguardia dei diritti dei singoli e della comunità. Ciò ha fatto sentire una duplice esigenza, da un lato quella di chiarire quanto il progresso costi in termini di svantaggi individuali e collettivi e dall ’ altro di veri ficare la legittimità di certe limitazioni dei diritti individuali, che derivano dalla accettazione delle conseguenze pratiche del pro gresso culturale e tecnologico. La possibilità che il progredire delle conoscenze si accompagni a una riduzione dell ’ area dei diritti individuali e collettivi è nota, ma sembra opportuno ricordare che esiste una non ristretta area dei diritti della personalità, che non possono essere compressi e limitati, l ’ area dei diritti soggettivi, cui da qualche tempo si dedica maggiore attenzione che in passato e che sono stati oggetto di un recente Convegno di Studi promosso dall ’ Assessorato alla Sanità del Comune di Bologna e dal Centro per i diritti del malato b 2 . I diritti della personalità cui si fa riferimento sono quelli alla individualità del proprio essere, alla integrità fisica ed a quella mo rale, alla libertà personale, oltre che a tutti i diritti correlati con quelli precedentemente indicati e la cui lesione si tradurrebbe in un pregiudizio alla tutela di questi ultimi. 343
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