Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

stessa società, creando responsabilità laddove oggi ci sono solo aspettative? E c ’ è un modo diverso da questo per consentire agli organi politici di governo di governare davvero, di perse guire quegli indirizzi unitari, che oggi non riescono neppure a prender corpo nella gran massa delle questioni minute, che non hanno altre sedi su cui scaricarsi? Inoltre, a sistemi complessi come quelli attuali, servono dei serbatoi diversificati e qualificati per reperire i dirigenti di cui c ’ è bisogno e solo società ricche di sedi di governo comuni tario sono in grado di fornirli. Non è una singolare e distorta ammissione di questa esigenza il fatto che i partiti, avvertendo l ’ immiserimento prodotto dal loro monopolio nella formazione e selezione dei dirigenti, vadano oggi alla malcerta ricerca di tecnici e creino essi stessi una peculiare contrapposizione fra la presunta inettitudine del loro personale e la presunta capacità di chiunque abbia il doppio requisito della titolarità di una cat tedra e della estraneità alla politica? Sono solo alcune indicazioni, ma dovrebbero essere suffi cienti a capire che non è una deviazione fantastica, è invece un cammino utile a risolvere i problemi che abbiamo quello di un ’ organizzazione diversificata, che faccia delle istituzioni poli tiche — ai vari livelli — le sedi di sintesi e di indirizzo comples sivo di una rete di istituzioni sociali, in grado di fornire una pri ma ed autonoma mediazione dei conflitti sorgenti al loro inter no. Certo si tratta di uscire dalla progettazione generica e di va lutare, realisticamente, quanto di un tale cammino è possibile percorrere. Ci sono dei fili vecchi e nuovi da annodare e c ’ è una discussione, appena iniziata all ’ Assemblea Costituente e allora rimasta nella nebbia e nell ’ ambivalenza, che ha ora l ’ occasione di essere ripresa. Avevano forse ragione gli autori del vigente art. 2 a ritene re che l ’ architettura dei rapporti fra sociale e politico fosse ad dirittura da collocare nell ’ art. 1. E tuttavia, per questa fonda- mentalissima parte, ci accorgiamo oggi di non avere né una Co stituzione da attuare, né una Costituzione di cui celebrare l ’ at tuazione. Abbiamo piuttosto una Costituzione da chiarire e da mettere a fuoco, e sarà bene che lo facciamo al più presto, pri ma che il dilemma fra monarchia e repubblica si ponga in mo do lacerante e ce le presenti, l ’ una e l ’ altra, nei loro aspetti più estremi e più distruttivi.

62

Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online