Problemi della transizione 1979
Democrazia e questione nazionale
di Gianni Baget-Bozzo
L ’ Italia è certamente una repubblica democratica, così co me la Costituzione la definisce. Il corpo elettorale è la sorgente della legittimità; tutti i poteri formalmente si rifanno in ultima analisi alle sue decisioni. Ma, per converso, alla onnipotenza formale del corpo elettorale, corrisponde una reale povertà del la sua influenza. Sovrano rispettato e sin troppo spesso consul tato, il corpo elettorale sa anche di essere un sovrano manipo lato, il cui spazio di scelta è strettamente condizionato. Tutta via, il potere non è violento e totalizzante: il corpo elettorale può essere, nei suoi vari segmenti di opinione, poco soddisfatto del funzionamento effettivo della cosa pubblica, ma è invece perfettamente convinto della legittimità, in senso morale, del sistema che lo governa. L ’ Italia è una democrazia consolidata, come tutte le democrazie europee. Possiamo definirci una so cietà post-totalitaria, nel senso che una concentrazione del po polo nello Stato e la gestione unanimitaria della decisione poli tica sono attivamente (non solo passivamente) respinte dalla quasi totalità della pubblica opinione. E tuttavia, ad indicare i limiti di questo consenso, sta il fe nomeno del terrorismo e del rapporto della pubblica opinione nei confronti del terrorismo. Esso da solo indica l ’ esistenza di una crisi di legittimità. In tutta la sua storia più che millenaria, il terrorismo ha sempre alla base la contestazione della legitti mità del potere, una perdita radicale di consenso delle istitu zioni. La legittimità della democrazia non toglie la presenza di una questione che chiamerò «questione nazionale» così formu labile: che senso abbia l ’ esistenza nazionale, che offre la base di legittimazione metapolitica alla convivenza. La crisi italiana non è quella del sistema politico (la democrazia) ma del sistema metapolitico: la nazione Italia. La perdita di ogni linguaggio religioso ha condotto la cul tura e la politica contemporanea a non poter più esprimere la propria estensione diacronica, cioè il proprio continuare, il proprio originarsi, la propria tradizione. La politica contempo ranea non ha più tradizione e perciò non ha più educazione, è priva di paideia. Non a caso, la sua crisi è nata nella scuola. È dalla scuola che è sorto l ’ universo dei pensieri, di atteggiamen ti, di comportamenti che ha poi reso possibile il terrorismo. Non di solo socialismo (cioè di futuro) vive l ’ uomo, ma anche di nazione (cioè di origine, di passato). Il futuro vivifica ma non identifica. Ma può vivificare chi sa di essere se stesso. È significativo che la questione nazionale sia assai più viva nei paesi socialisti, dove esercita una funzione verso lo stesso socialismo stabilito. Essa è una forza non indifferente per il so
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