Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
te all ’ interno dell ’ area non sindacalizzata. Un secondo tipo di classificazione che bisogna iniziare a fare in relazione all ’ occupazione è la classificazione delle occu pazioni a seconda del livello di «assistenza» relativo. Il concet to di assistenza è ambiguo. Possiamo darne una prima defini zione come «quella parte di erogazione a carico della collettivi tà che viene data ad una persona senza che vi sia un corrispetti vo di lavoro produttivo». L ’ assistenza ha cioè un carattere pub blico (è pagata dalla collettività) e non ha un corrispettivo di la voro prestato nel presente o nel passato (in questo caso invece di assistenza si parla giustamente di previdenza, di pensioni ecc.). Ora in genere quando si pensa all ’ assistenza si pensa ad erogazioni verso i poveri 12 , alle pensioni di invalidità date con troppa larghezza e per ragioni clientelari nelle zone meridionali. Il problema da riproporre è che se si considera «assisten za» anche quella che viene erogata in cambio di un lavoro to talmente «non produttivo» si possono avere situazioni di occu pazioni esplicite che di fatto sono occupazioni «assistite» e gli esempi che vengono continuamente fatti sono ormai noti: i di pendenti di enti inutili, i lavoratori in cassa integrazione in fab briche decotte, tutta una serie di dipendenti dell ’ esercito, tutta una serie di piccoli negozianti che hanno solo la funzione di ele vare i prezzi ecc. 13 14 . C ’ è quindi un problema di produttività complessiva che occorre tener presente ed è sulla base di questa valutazione che si deve distinguere tra l ’ occupazione esplicita assistita e quella non assistita. Inoltre questa categoria dell ’ assistenza deve essere tenuta presente anche considerando le occupazioni dell ’ economia pa rallela. In questo caso il rapporto meno istituzionalizzato e sta bile tra datore di lavoro e lavoratore tende a far diminuire le fi gure più platealmente improduttive di lavoratori (anche se vale ovviamente anche per questa zona di occupazioni il problema più generale del «cosa produrre») ed invece si diffonde un tipo di «assistenza» a carico della collettività che è principalmente legata alla evasione fiscale ed alla evasione degli oneri sociali (che pur essendo diffuse anche tra le strutture produttive legate alla occupazione esplicita sono nel caso dell ’ economia parallela un aspetto strutturale). In queste situazioni di evasione fiscale o di evasione degli oneri sociali si realizza infatti una complicità tra datore di lavoro e dipendente che di fatto produce un onere a carico della collettività che ha lo stesso significato di «assi stenza» precedentemente definito. Particolarmente rilevante è l ’ evasione degli oneri sociali che, come vedremo nelle esemplifi cazioni che porteremo al livello deH ’ Emilia-Romagna, impedi sce di fatto il passaggio in molti casi da una situazione precaria
mania, il 22,9% nel Belgio, I’ 8,7% nel Re gno Unito.
12 Su questo punto tutta una serie di rifles sioni possono venire dalla lettura del rap porto del CENSIS, Sondaggio sulla pover tà, Roma 1979. 13 Queste figure di «occupati assistiti» so no unificati al livello di «effetto» ma non certamente di cause che li hanno prodotti; in questa direzione si tratta di un insieme di situazioni occupazionali molto diversifica te che comportano anche problemi molto diversi per una eventuale riconversione in «occupati non assistiti». 14 Ricordiamo che nel 1973 il rapporto oneri sociali/retribuzione lorda era per l ’ industria manifatturiera il 49,3% in Ita lia, il 30,0% in Francia, il 14,1 % in Ger
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