Problemi della transizione 1979

Disoccupazione giovanile

caduta dei tassi di crescita le aziende tendono ad attuare ristrut turazioni «rafforzando cautele nell ’ inserimento durevole di gio vanissimi» 19 . Si verificherebbero così una serie di processi con vergenti. La ricerca di una sempre maggiore flessibilità del la voro da parte delle imprese tende a delimitare le nuove assun zioni stabili accentuando processi di «internalità» (cioè proces si in cui si cerca soprattutto di utilizzare le forze già all ’ interno delle proprie strutture attuando una più accorta mobilità inter na), e scaricando il peso della espansione produttiva sulla eco nomia parallela; contemporaneamente questa maggiore «inter nalità» che non vale più soltanto a livello della grande impresa privata ma sta iniziando a valere anche per il settore pubblico 20 viene accentuata dalla pressione degli attuali occupati che, co me scrive Bray 21 , diminuiscono non solo la loro «mobilità vo lontaria» ma tendono a far diminuire anche la loro «mobilità involontaria» chiedendo al sindacato e alle forze politiche di aumentare i vincoli al loro posto di lavoro. Questa concomi tanza di interessi tra le strategie delle aziende della economia esplicita e gli attuali occupati più stabili e tutelati sindacalmen te spiegherebbero così, dal lato della domanda, la maggiore ri gidità nei confronti delle leve più giovani che verrebbero mag giormente spinte verso l ’ economia parallela. c3) Parallelamente a questo tipo di spiegazione centrato sulla maggiore disoccupazione giovanile rispetto all ’ economia esplicita sono state presentate ipotesi interpretative per spiega re la maggiore rigidità della domanda nei confronti delle donne. Il tipo di analisi fatta ad esempio da Frey 22 è la seguente: «Con l ’ avvicinamento dei salari femminili a quelli maschili 23 e con l ’ avvento di norme o forme di tutela in favore specialmente della lavoratrice madre si è cumulata la riduzione delle diffe renze di costo (tra maschi e femmine) per ora oggettivamente lavorata e l ’ aumento molto sensibile della rigidità del lavoro femminile (permanentemente inserito nella capacità produttiva delle imprese anche nel corso di periodi di prolungata e/o fre quente assenza o comunque con produttività molto limitata). Quantunque le differenze nel costo di lavoro siano rimaste sen sibili, poiché l ’ impiego di lavoro femminile presenta tuttora un

ta fatta anche per i giovani per cui si è scrit to che il raggiungimento di una sostanziale parità salariale tra lavoratori giovani e la voratori adulti renderebbe più costosi i pri mi (perché meno preparati) dei secondi per cui la scelta finirebbe con il cadere sugli adulti. La fragilità di questa tesi è evidente.

19 F rey , Problematica del lavoro giovani le e processi formativi in Italia, in AA.VV., / giovani ad elevato livello di istruzione e i mercati del lavoro in Italia, cit. 20 Si veda ad esempio la traccia di discus sione tenuta da P. S anti al CESP su Mer cati del lavoro e loro logiche retributive, «Materiali di Lavoro del CESPE», n. 2, 1979 e l ’ articolo di P. L eon in AA.VV., Il diploma di disoccupato, cit. Uno dei punti da sottolineare è che questo processo di in- ternalizzazione, a seconda dei diversi com parti produttivi e tipi di azienda può avve nire con processi di ristrutturazione tecno logica e di organizzazione del lavoro che possono essere anche molto diversi così co me molto diverso può essere il ricorso al decentramento ed alla economia parallela. 21 B ray , La disoccupazione giovanile nei paesi occidentali, cit. 22 F rey , Problematica del lavoro giovanile e processi formativi in Italia, cit. 23 La tesi dell ’ avvicinamento salariale che rende meno conveniente l ’ utilizzo di mano dopera più debole o meno qualificata è sta

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