Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

elevato grado di concentrazione nelle qualifiche o fasce profes sionali a condizioni monetarie di lavoro peggiori, gli aspetti di rigidità del lavoro hanno finito con il pesare in modo molto im portante spingendo più nettamente che in passato a discrimina re il lavoro femminile». Vi sarebbe quindi una strategia da parte della domanda nell ’ emarginare le donne dalla economia esplicita relegandole nella economia parallela e certamente le stime prima riportate a questo riguardo concordano sul risultato anche se la spiegazio ne solo dal punto di vista della domanda e con le motivazioni prima ricordate è parziale in quanto va inserita nella più com plessa situazione della condizione della donna. c4) Altre interpretazioni della disoccupazione giovanile tendono a mettere in evidenza possibili rigidità della domanda rispetto alla offerta di lavoro più qualificata. Il tipo di posizio ne viene in genere presentata considerando la presenza di alcu ni automatismi contrattuali come quello vigente ad esempio nell ’ industria metalmeccanica per il quale un diplomato assun to tra gli impiegati (ma non tra gli operai) ha diritto al IV livel lo con un automatismo di passaggio al V se le mansioni sono coerenti, mentre per un laureato si scatta di un livello (inseri mento al V ed automatismo al VI). Vi sarebbe quindi una possibile tendenza ad assumere im piegati non diplomati per cercare di non dover dar loro una ele vata qualifica. Questa situazione si è probabilmente verificata in alcuni casi ma indubbiamente, rispetto alle due precedenti ri gidità della domanda (verso i giovani in quanto tali e verso le donne), si tratta di una interpretazione che contribuisce, meno delle precedenti, a spiegare la situazione presente in quanto il rapporto tra lavoro e titolo di studio apre, come indicheremo, una problematica avente uno spessore politico molto più com plesso. Dal punto di vista dell ’ offerta le spiegazioni date sulla di soccupazione giovanile sono di tre tipi: quella che pone l ’ atten zione sui mutamenti demografici, quella legata alla analisi della mutata propensione delle donne a partecipare al lavoro extra domestico, quella che individua un diverso atteggiamento dei giovani verso il lavoro manuale. di ) La spiegazione di tipo demografico tende a sottolinea re per l ’ Italia la maggior presenza di giovani sul mercato del la voro in questi ultimi anni. Come sintetizza Bray: «negli ultimi dieci anni infatti sono entrate nel mercato del lavoro le classi dei nati negli anni cinquanta che per gli elevati tassi di natalità di quel periodo sono assai più numerosi del normale. In altri tempi si sarebbero forse potuti assorbire, in quanto non esiste vano motivi per non spingere il prodotto lordo al suo livello potenziale. L ’ entrata di questi giovani ha invece coinciso con un periodo di elevati tassi di inflazione e quindi con una spicca ta propensione da parte dei giovani a mantenere la domanda assai al di sotto del potenziale. In Italia la sfavorevole struttura per classi di età della popolazione accentuerà nei prossimi anni i problemi della disoccupazione giovanile. Stanno ora entrando nel mercato del lavoro i nati del piccolo baby-boom verificatosi tra il 1959 ed il 1966 e che ha portato i tassi di natalità al 19 per mille contro il 17,9 per mille tra il 1951 ed il 1958 ed il 16,7 del periodo successivo. Dall ’ altro lato stanno uscendo dal

d) Spiegazioni della di soccupazione giovanile dal punto di vista dell ’ offerta

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