Problemi della transizione 1979

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Disoccupazione giovanile

In quanto poi al verificare se le competenze professionali si apprendono a scuola o altrove si può affermare che l ’ istruzione impartita nelle scuole professionali che hanno come sbocco il lavoro manuale è praticamente indipendente dal futuro lavora tivo degli studenti (le possibilità di trovare lavoro dei diplomati dei corsi professionali non sono negli Stati Uniti maggiori di quelle di coloro che non terminano i corsi di scuola media supe riore). Le ricerche riportate da Collins dimostrano infatti che la maggior parte degli operai specializzati acquisiscono la loro specializzazione sul posto di lavoro o attraverso canali indivi duali (solo in pochissimi casi si sono utilizzate istituzioni edu cative vere e proprie). Qusto non rapporto tra livelli di istruzione e competenze richieste dai posti di lavoro lo si ritrova anche all ’ interno dei la vori non manuali se ci si allontana dalle libere professioni (all ’ interno delle quali sono comunque presenti regole e mecca nismi molto indipendenti dai livelli di istruzione formali) l ’ istruzione a fini professionali è quasi totalmente irrilevante ar rivando ai paradossi frequenti di elevati titoli di studio per la vori impiegatizi totalmente dequalificati. Il titolo di studio diventa allora una «credenziale» (da cui il titolo del libro Thè credential Society) che viene utilizzato per accedere ad una occupazione ma che non ha poi rapporti con la qualificazione del posto di lavoro (se non per una minima par te). Su questa conclusione concordano come tendenza anche studiosi come Burdieu 29 che dopo una analisi molto documen tata sul rapporto titolo di istruzione e tipo di lavoro svolto nei principali tipi di occupazioni in Francia tra il ’ 60 ed il ’ 70 con clude scrivendo che «l ’ aumento del numero dei titolari di titoli scolastici è stato più rapido dell ’ aumento del numero delle posi zioni alle quali questi titoli conducevano all ’ inizio del periodo considerato». Questa svalutazione del titolo di studio agisce soprattutto contro quelli che non lo hanno in quanto si realizza come una specie di corsa al titolo più elevato per cui chi ha tito li meno elevati ha comunque meno possibilità di accedere a po sizioni migliori. Questa tendenza sta generalizzandosi non solo in nazioni ad elevatissimi tassi di istruzione come gli Stati Uniti ma anche in nazioni europee 30 con livelli di istruzione più vicini a quelli dell ’ Italia e vedremo come anche in Italia questa «eccedenza» di istruzione stia sempre di più diventando la «normalità» se si considerano gli sbocchi dei diplomati o dei laureati. Collins va però oltre questo tipo di analisi e rispetto agli Stati Uniti individua una serie di tendenze in atto che sono mol 29 P. B ourdieu , Classement, déclasse

ment, réclassement, «Actes de la Recer che», n. 24, 1978, pp. 2-22. 30 Per una analisi sistematica dei rapporti tra istruzione e mobilità sociale utilizzando dati delle principali nazioni europee rinvia mo ad uno dei libri più importanti sull ’ ar gomento recentemente tradotto in italiano: R. B oudon , Istruzione e mobilità sociale, Bologna 1979.

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