Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
idea della situazione bolognese si può ricordare che nell ’ anno scolastico 1977-78 sono stati bocciati 2.046 allievi iscritti al primo anno delle superiori e di questi solo 802 si sono iscritti per ripetere (nell ’ anno scolastico 1978-79). È evidente quindi che c ’ è un numero non irrilevante di giovani che uscendo dalla scuola poco dopo l ’ obbligo ha probabilmente trovato o deciso di cercare un lavoro, si è forse iscritto ad un corso professionale breve ecc. Un ulteriore tipo di riflessione può essere fatto consideran do la diversa presenza femminile per tipo di scuola. Abbiamo visto già come il numero complessivo delle allieve della scuola superiore sia decisamente aumentato negli ultimi anni. Se si os servano i valori percentuali delle allieve per tipo di scuola il mutamento, confrontando il 1960-61 con il 1978-79, è stato indubbiamente rilevante. Nel 1960-61 oltre il 60% delle allieve iscritte nelle scuole superiori era collocata nell ’ area umanistica dei licei e delle scuole magistrali; nel 1978-79 il mutamento è radicale: oltre il 60% è invece collocato nelle scuole professio nali e negli istituti tecnici. E evidente che su questo mutamento ha inciso la diversa presenza della composizione di classe delle famiglie i cui figli sono andati nelle scuole superiori. È però ve ro che questo spostamento verso tipi di scuola almeno apparen temente più vicini ad un lavoro possono aver attirato anche alunne appartenenti a classi sociali che venti anni fa avrebbero magari spinto verso una scuola di tipo umanistico. e) Le previsioni sono per un aumento dei diplomati nei prossimi quattro anni. Lo studio della Camera di Commercio prima ricordato prevede una presenza sul mercato del lavoro di 24.267 diplomati nel quadriennio 1978-79/1981-82 rispetto ai 21.873 del quadriennio precedente così come gli studenti che escono qualificati dagli istituti professionali nel triennio 1978- 79/1980-81 dovrebbero essere per Bologna 5.193 rispetto ai 3.933 del triennio precedente. Gli effetti dei tassi di natalità do vrebbero pertanto avvertirsi solo successivamente e quindi l ’ en tità della disoccupazione giovanile diplomata, se queste ten denze bolognesi fossero estendibili a tutta la regione, potrebbe ulteriormente aumentare. Una delle caratteristiche da tener presente è l ’ esperienza la vorativa {part-time e stagionale) dei giovani durante gli studi a partire dalla scuola dell ’ obbligo. Nonostante infatti che il pre giudizio ricorrente che «questi giovani» abbiano un atteggia mento negativo verso il lavoro tutte le ricerche fatte in diverse parti d ’ Italia su campioni di studenti delle scuole medie inferio ri e superiori confermano come la tendenza verso esperienze la vorative durante gli studi sia ormai del tutto diffusa e trovi vin coli (in alcune zone) solo nella limitatezza della domanda. Per quanto riguarda la scuola media inferiore non vi sono ricerche disponibili per l ’ Emilia-Romagna. Sono state fatte in vece indagini in Lombardia, a Catania e Napoli 53 . Particolar
4. Lavoro degli studen ti e sbocchi lavorativi dopo il diploma
53 La scuola media in Lombardia, «Qua- demi della Regione Lombarda», n. 43, 1977; T. P erna , Un caso di lavoro nero: il lavoro minorile a Reggio Calabria, in AA.VV., Classi sociali e politica del mez zogiorno, Torino 1978; G. P etrillo , C. S erino , Scuola e lavoro minorile in una in
dagine sul centro storico di Napoli, «In
chiesta», n. 35-36, 1978.
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