Problemi della transizione 1979

Disoccupazione giovanile

voro non sono passati attraverso questa legge ed una verifica puntuale di questa situazione è stata fatta per Bologna dall ’ Uf- ficio Studi della Camera del Lavoro provinciale che ha rilevato come i giovani avviati al lavoro attraverso la 285 dall ’ entrata in vigore alla fine del marzo 1979 sono stati a Bologna 1.078 con tro 7.705 giovani avviati nello stesso periodo attraverso le liste ordinarie e l ’ apprendistato. Dei giovani avviati al lavoro solo il 12,3% è entrato attraverso la 285 e questa percentuale è anche probabilmente inferiore perché tutta una serie di altre assunzio ni non sono incluse nei dati prima ricordati. b) Il secondo dato da tener presente è l ’ elevato numero dei rifiuti dei giovani iscritti alle liste di fronte alla concreta possi bilità di avviarsi ad uno dei lavori o ad un contratto di forma zione lavoro attraverso la 285. Mediamente per ogni posto di lavoro gli Uffici del lavoro devono interpellare 150/200 giova ni. c) Tutta una serie di giovani si iscrive alle liste ordinarie senza iscriversi alle liste di disoccupazione giovanile. Secondo i dati dell ’ ufficio regionale del lavoro in Emilia-Romagna i gio vani in età non superiore ai 29 anni che si sono iscritti alle liste ordinarie nel ’ 78 sono stati 15.000, quelli che si sono iscritti sia alle liste ordinarie che a quelle speciali sono stati 12.661 e quel li iscritti solamente alle liste speciali 10.700. Questi dati indicano quindi che gli intrecci studio-lavoro e le modalità di occupazione sono differenziati per cui alla base di quanto detto precedentemente se si vuole tener conto di una fa scia di età dai 14 ai 29 anni bisogna individuare almeno questi tre differenti percorsi: a) giovani con percorsi di studio «brevi» e/o professiona li. Si tratta di giovani che sono nella fascia di età dai 14 ai 18 anni e che, come abbiamo visto, trovano lavoro soprattutto at traverso l ’ apprendistato, attraverso le liste ordinarie o attraver so contatti personali. Il punto di riferimento di questo giovane che vuole lavorare dopo la scuola dell'obbligo o dopo un corso «breve» professionale (o alcuni anni di istituto tecnico) è per quanto riguarda la realtà bolognese ed emiliana soprattutto la piccola impresa artigiana oppure un ’ attività terziaria non mol to qualificata. Se si guardano le percentuali di occupati giovani nella fascia di età 15-20 anni si vede che l ’ apprendistato costi tuisce in molti casi una delle possibilità più diffuse di trovare la voro. Basta a questo proposito analizzare i dati dell ’ ufficio re gionale del lavoro sul movimento degli apprendisti nel 1978: all ’ inizio del 1978 gli apprendisti iscritti sono 11.165 e ad essi si aggiungono iscrizioni e reiscrizioni durante l ’ anno per ben 60.716 giovani tenendo poi presente che durante l'anno gli av

della 285 in Emilia-Romagna rinviamo ai numerosi ciclostilati predisposti in modo molto accurato dall ’ ufficio regionale del lavoro e della manodopera ed ai ciclostilati pure fatti a cura dell ’ ufficio Studi della Ca mera del Lavoro di Bologna di cui ricordia mo in particolare quello dal titolo II merca to del lavoro, luglio 1979.

62 Sugli esiti della legge 285 in Lombardia, Emilia-Romagna e Campania rinviamo al n. 33 di «Inchiesta», 1978 e al libro di F rey , Prospettive dell ’ occupazione in Ita lia, 1978. Sempre in relazione agli esiti del la 285 in Italia ricordiamo il numero spe ciale di «Quaderni del territorio», n. 4-5, 1978 ed i seguenti articoli: M. M ostardi - ni , L ’ occupazione giovanile: occasioni e problemi di una legge, «Economia e Politi ca», n. 6, 1977; V. F errari , Politica del lavoro e politica del consenso, «Sociologia del diritto», n. 2, 1978 e G. M edusa , I giovani in cerca di prima occupazione, «Economia, istruzione e formazione pro fessionale», n. 2, 1978. Per quanto poi ri guarda le statistiche aggiornate sugli esiti

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