Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

viamenti coinvolgono 18.900 giovani e le assunzioni dirette so no 24.800 per cui alla fine del ’ 78 il numero di apprendisti che risultano ancora iscritti non è molto diverso dal numero di iscrizioni iniziali. Ora è evidente che non c ’ è alcun confronto tra questo tipo di «movimento» e la presenza nelle liste speciali di 7.000 giovani dai 15 ai 20 anni con il numero limitato di av viamenti relativo. La preferenza per l ’ apprendistato da parte del datore di lavoro è legata oltre alle agevolazioni relative (in particolare gli sgravi relativi agli oneri sociali) alla nominatività delle assunzioni e le preferenze per l ’ apprendistato possono es servi anche per il giovane che prendendo come paga dall ’ 85% al 90% di una paga operaia prende certamente molto di più delle circa 200.000 lire che verrebbe a prendere con un contrat to di formazione lavoro attraverso la 285. b) Giovani diplomati (o laureati) con una formazione tec nico-professionale. Per quanto riguarda i diplomati il tipo pre dominante di questa fascia è il diplomato dell ’ Aldini Valeriani di cui abbiamo potuto conoscere gli sbocchi lavorativi. I risul tati sono stati chiari: attualmente non vi sono difficoltà di tro vare lavoro anche se il tipo di lavoro che si trova è molto più dequalificato di quello che si poteva trovare anche solo sei anni fa (e questo per la caduta nella domanda di posti di tecnici al li vello delle amministrazioni pubbliche od ospedali e per una po litica aziandale non tendente a valorizzare il tecnico diplomato). In ogni caso questo tipo di giovane (prevalente mente maschio) non utilizza la 285 se non in misura irrilevante (su tutti gli iscritti del ’ 78 la presenza di diplomati da istituti tecnici industriali, istituti professionali industriali e istituti tec nici per geometri e agrari è dell ’ 8,4% sul totale degli iscritti in Emilia-Romagna contro il 54,5% di diplomati del tipo letterario-commerciale). Nella stessa direzione si possono poi valutare gli esiti dei laureati in facoltà come ingegneria o medi cina (molti di loro provenienti anche dai licei) anche se la ca renza di dati a riguardo non ci permette di dire con certezza che i loro sbocchi lavorativi sono attualmente meno difficili. In ogni caso, come abbiamo visto nel precedente paragrafo la pre senza di queste lauree tra gli iscritti alle liste speciali di disoccu pazione è irrisoria. c) Giovani diplomati (o laureati) con formazione lettera- ria-commerciale. Sono giovani orientati ad una parte delle atti vità terziarie (insegnamento, impieghi nelle amministrazioni pubbliche, commercio, lavori da ragioniere ecc.) che hanno vi sto ridursi recentemente alcuni spazi (stasi nell ’ insegnamento e nelle assunzioni nelle amministrazioni pubbliche). Questi gio vani sono in prevalenza donne e hanno fatto nelle superiori le magistrali o gli istituti tecnici (o professionali) commerciali e nell ’ università tendono a scegliere facoltà umanistico-letterarie- economiche. È questo tipo di giovane che si iscrive alle liste speciali perché il tipo di lavoro che trova è soprattutto nell ’ eco nomia parallela con la speranza di trovare un lavoro più stabile e più interessante. Sarebbe però sbagliato considerarlo un di soccupato puro: di fatto è un occupato nell ’ economia parallela per cui si può capire il rifiuto di un lavoro come quello di un contratto di formazione che è relativamente poco pagato ri spetto ai lavori dell ’ economia parallela, sicuramente più fati coso (come orari e prestazioni), lontanissimo come tipo di esperienza dalla formazione ricevuta (una maestra o una stu dentessa di magistero si trova di fronte ad un lavoro nell ’ edili

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