Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Molto diversa è invece la situazione di quella che è stata la più consistente esperienza di immissione di giovani in fabbrica con la 285 e cioè l ’ esperienza dell ’ inserimento di 142 giovani al la Becchi di Forlì. La fabbrica Becchi di Forlì è una fabbrica di elettrodome stici del gruppo Zanussi che da otto anni non faceva assunzioni e che perciò aveva una mano d ’ opera non giovane. L ’ inserimen to di questi giovani in prevalenza donne (104 su 130) con ele vato titolo di studio (63 diplomati e 1 laureato) in una serie di reparti dequalificati (lavoro alla catena di montaggio e alle presse) è sicuramente una delle situazioni da seguire con più at tenzione anche per verificare il rapporto tra questi giovani e il sindacato e i problemi che in una organizzazione del lavoro tayloristica si aprono con l ’ entrata in fabbrica di questo tipo di verso di «giovane». Infine molto brevemente si può ricordare l ’ esperienza di la voro estivo (due mesi) di circa 200 studenti dei primi anni degli istituti tecnici industriali e professionali che sono andati in una serie di fabbriche metalmeccaniche bolognesi con una retribu zione per metà pagata dall ’ azienda e per metà utilizzando i fon di dell ’ 1%. Questa esperienza è stata ritenuta da questi giovani molto interessante nelle assemblee successivamente organizzate dal sindacato ed anche se vi sono stati alcuni limiti (non sempre i giovani inseriti nel lavoro di fabbrica hanno potuto utilizzare al massimo questa esperienza per conoscere nel suo complesso l ’ organizzazione del lavoro e non sempre c ’ è stato un rapporto durante il lavoro con il sindacato) ed è sicuramente un possibile punto di riferimento per una possibile ripresa delle relazioni studio-lavoro che viene auspicata da più parti 63 . Dai dati esposti e dalle considerazioni fatte emerge con chiarezza che il problema della disoccupazione giovanile pre senta forti caratteristiche strutturali le più importanti delle qua li sono rappresentate: a) dalle contraddizioni presenti nella struttura dell ’ occupazione (occupazione esplicita ed economia parallela) e dalla conseguente frammentazione del mercato del lavoro (presenza di un mercato stabile sempre più ristretto ed estesa diffusione di sottomercati non tutelati); b) dagli squilibri esistenti fra zona e zona nel nostro Paese e in particolare fra Nord e Sud; c) dagli accresciuti livelli di scolarizzazione, dalla svalutazione dei titoli di studio, dalla crescente frattura tra si stema scolastico e mondo del lavoro. Nonostante queste caratteristiche strutturali che finiscono con l ’ incidere sia sulla domanda che sull ’ offerta di lavoro e che quindi condizionano gli stessi atteggiamenti dei giovani verso il lavoro, continua a essere diffuso, anche all ’ interno di taluni set tori del movimento operaio e della sinistra, il luogo comune se condo il quale «i giovani non hanno voglia di lavorare». Se questo luogo comune fosse causato soltanto da una mancanza di informazioni, per sconfiggerlo basterebbero una 63 Una analisi dei provvedimenti relativi ai giovani nelle altre nazioni europee e negli Stati Uniti è stata fatta in particolare nei due «Quaderni di formazione» dell ’ ISFOL, n. 37, 1977 e n. 50, 1978 dedicati rispetti vamente a L'occupazione giovanile nell ’ at tuale condizione economica e sociale e Oc cupazione giovanile in Europa. Una anali si dei progetti per l ’ occupazione giovanile effettuati negli Stati Uniti è poi fatta da F rey nel n. 11-12 di «Tendenze dell ’ occu pazione», 1979, con il saggio Gestione del tempo di lavoro e nuova offerta di lavoro.

7. Alcune riflessioni di sintesi

136

Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online