Problemi della transizione 1979
Disoccupazione giovanile
a3) La individuazione delle dinamiche dei comparti pro duttivi e dei mercati del lavoro (espliciti e paralleli) può essere fatta con una visione solamente regionale oppure con una vi sione nazionale; occorre scegliere con decisione la seconda al ternativa. Come emerge chiaramente anche dall ’ ultimo conve gno regionale sulla politica industriale, una regione come l ’ Emilia-Romagna che ha elevati tassi di sviluppo non può che confrontarsi con continuità con i problemi del Mezzogiorno. Il ruolo di questa regione è infatti quello di usare e rivalutare in senso qualitativo certe sue diversità per offrire un serio contri buto al superamento delle contraddizioni nazionali. In questa direzione, oltre alla necessità di portare avanti con sempre maggiore decisione gli obiettivi di qualificazione e ricomposizione della frammentata struttura produttiva regio nale e del contemporaneo trasferimento al Sud di investimenti e produzioni aggiuntive (verificando con le regioni meridionali la possibilità di mettere in atto i necessari strumenti di incentiva zione: aree attrezzate, disponibilità energetiche, formazione dei lavoratori), si può agire anche a un livello politico-culturale, ponendosi ad esempio il problema della presenza nella città di Bologna di quasi dodicimila studenti del centro-sud. Nei con fronti di questa grande massa di studenti potrebbe essere rivol ta una diversa attenzione da parte delle forze politiche e sinda cali, attraverso iniziative di qualificazione professionale su spe cifici aspetti individuati nel confronto con le regioni meridiona li stesse. Per quanto riguarda la seconda linea di riflessione: bl) gli atteggiamenti dei giovani non vanno avvertiti nei loro aspetti comportamentali «negativi» (il rifiuto di un certo tipo di lavoro, il rifiuto di un certo tipo di impegno politico) ma analizzati nelle loro motivazioni di fondo; non considerandoli, cioè, come un fatto avvenuto al di fuori della storia, al di fuori delle trasformazioni sociali, ma collocandoli all ’ interno di que sta società capitalistica e delle sue acute contraddizioni, di tutto ciò che le stesse lotte operaie hanno contribuito negli ultimi an ni a mettere in discussione, producendo non solo modifiche delle condizioni materiali ma anche mutamenti e oscillazioni nella formazione delle coscienze. Se questo è vero, c ’ è una grande necessità di ricerche empi riche che non si pongano astrattamente il problema di «studia re i giovani» ma che coinvolgano direttamente i giovani (tutti i giovani: operai, impiegati del terziario, studenti, disoccupati) in una ricerca su se stessi, sui loro bisogni, sulle loro aspettative nei confronti del lavoro e della vita; e, attraverso questa via, identificare anche i mutamenti avvenuti sia nella composizione che negli atteggiamenti della classe operaia 65 . b2) La questione della contraddizione tra i sessi, posta con forza in questi anni dai movimenti femministi, deve essere colta fino in fondo e deve essere affrontata, in primo luogo dal le donne stesse ma non solo dalle donne, sia nei suoi aspetti ge nerali che nelle sue connotazioni specifiche, diverse tra zona e zona.
65 Questo recupero politico è più che mai necessario per superare quella che Burdieu (nel suo articolo prima citato) chiama «di sillusione collettiva» dei giovani rispetto al le possibilità di lavoro.
139
Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online