Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ni saranno sempre medie, non indicheranno le zone sfavorite e quelle privilegiate, né all ’ interno di queste troveremo le corri spondenze fra affollamento, vetustà e condizioni igieniche dell ’ alloggio e occupazione, titolo di studio e quindi condizione economica del capofamiglia; saremo rimasti, ancora, alle stati stiche di Trilussa. La «cultura della casa» non può dunque terminare dove fi niscono i suoi valori storici, architettonici, sociali, in difesa dei quali è comunque necessario raddoppiare l ’ impegno fin ’ ora in sufficiente: cultura della casa è anche conoscenza e informazio ne di tutti i dati e gli elementi indispensabili alle scelte politiche che riguardano il patrimonio e la produzione edilizia, è anche una organizzazione delle istituzioni pubbliche a tutti i livelli che sia capace di realizzare e diffondere quella conoscenza e infor mazione, è infine volontà da parte di tutti di usare conoscenza e informazione nel dibattito e nelle decisioni. E per carità non riapriamo a questo proposito la disputa scontata sulla oggetti vità o soggettività della scienza: per contare le stanze e le abita zioni non c ’ è bisogno di scomodare gli alti principi della filoso fia. Anche queste conoscenze fanno parte di ciò che Amendola giustamente chiama il «bisogno di verità» degli italiani.

Il più e il meno industrialmente avanzato

di Francesco Galgano Il dibattito sulla democrazia industriale denuncia oggi — proprio come il dibattito sulla democrazia politica — un preci so limite culturale, elude un passaggio obbligato di ogni rifles sione sull ’ argomento. Il limite culturale sta qui nella diffusa propensione a fondare un «modello» universale di relazioni in dustriali, applicabile in modo indiscriminato a tutti i paesi che si ritiene di poter definire come «paesi industriali avanzati» o come «paesi a capitalismo maturo». Sta, inoltre, nel metodo seguito per costruire il «modello», che è basato sul sistema di relazioni industriali dei paesi «più avanzati»: questo è la meta o l ’ approdo finale dei paesi «meno avanzati»; gli elementi di di vergenza che questi presentano sono null ’ altro che ritardi da colmare, o sono capricciose riluttanze destinate, fatalmente, a scomparire entro la tendenziale uniformità del modello di so cietà occidentale avanzata. Il passaggio obbligato che si elude è il rapporto fra i diversi sistemi di relazioni industriali e i correlativi sistemi economici. Non basta certo, a sorreggere il modello unico, la considerazio

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