Problemi della transizione 1979

L ’ urbanistica italiana

prospettiva di uguaglianza non utopica). L ’ una porta a insedia menti umani che, come tutti sanno, sono al limite del collasso, l ’ altra tende alla ricerca di un consolidamento qualitativo della città attuale per consentire la sua sopravvivenza. E poiché il mito dello sviluppo promuove la distruzione della città, il con solidamento diventa quindi strumento e momento di opposi zione allo sviluppo e Quindi elemento di difesa della città, bene culturare per eccellenza in quanto bene collettivo per definizio ne. E opporsi all ’ espansione significa lotta allo spreco e al con sumismo urbano, significa ritornare a considerare la città e il territorio il luogo rappresentativo della nostra identità e non oggetti di continuo consumo (o, se si preferisce, di continuo sfruttamento). La rinuncia all ’ espansione diventa quindi la premessa e la condizione per un ripensamento complessivo circa il destino delle nostre città e del nostro territorio. Premessa e condizione per rivedere pregiudizi e luoghi comuni per riconsiderare le po litiche urbane e le metodologie progettuali imposte — anche nella loro apparente contrarietà/diversità — dall ’ urbanesimo, dall ’ espansione progressiva. Il recupero del territorio non rap presenta una formula generica, per quanto aggiornata, del fare urbanistica, in quanto non può manifestarsi, come ancora mol ti credono, lasciando immutato o razionalizzando il processo di sviluppo. Tutti parlano e scrivono di «recupero» e di riuso, senza però rinunciare al vecchio disegno, senza rinunciare ai benefici — economici, professionali — che si ottengono con la produzione urbana. Si invoca la salvaguardia dei centri storici e dell ’ ambiente naturale, si afferma di essere partigiani del riuso urbano per poi precisare con acide prese di posizione i distin guo metodologici, per poi avanzare severe e moraleggianti cri tiche, in definitiva per assicurare la continuità del tormento/la mento dell ’ urbanistica italiana. La discussione non avviene mai sul problema di fondo — il modello di società — avviene su fat ti ininfluenti. La società così com ’ è va benissimo: è prodiga di incarichi, di lottizzazioni, di sviluppo ... aut aut N. 173-174 - Settembre-Dicembre 1979 Sommario:

eredità di bloch (a cura di L. boella e G.D. neri): Oskar Negt, L ’ eredità della non contemporaneità e il problema della propaganda; Laura Boella, Ortopedia del camminare eretti. L ’ eredità socialista del diritto naturale nella filosofia politica di Ernst Bloch; Stefano Zecchi, La morale del comuniSmo: il «Thomas Mùnzer» di Ernst Bloch; Guido D. Neri, Realtà e realizzazione (Bloch e il socialismo «realmente esistente»). INTERVENTI: Italo Mancini, Su Bloch «teologo»; Gerardo Cunico, Ernst Bloch - Experimentum Mundi: dalla domanda originaria al sistema aperto delle categorie; Hans Heinz Holz, La rilevanza della filosofia di Bloch per il marxismo. libri : Rassegna di studi tedeschi su Bloch (a cura di L. Boella); Luciano Fausti, Note sugli interpreti cattolici di Bloch; AA. VV., Utopie marxisme selon Ernst Bloch (Sergio Bartolommei); «L. Hurbon, Bloch» (Elisabetta Zamarchi). discussioni : Paola Mattioli, «L ’ identificazione è assicurata, l ’ identità è annullata».

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